TUTTI I PRODOTTI DEL PIEMONTE

Barolo, tartufo d’Alba, Castelmagno, nocciole…tra i prodotti tipici piemontesi troviamo eccellenze esportate ovunque, delizie regionali diventate simbolo di Made in Italy e qualità. In Piemonte l’enogastronomia è un comparto sempre più importante, sia dal punto di vista economico che culturale.

Terra di rossi corposi e ricercati, e di ottimi bianchi, il Piemonte conta oltre quaranta DOC e sedici DOCG, certificando l’80% del suo vino. Non solo Barolo ma anche Barbaresco, Barbera e Gattinara, oltre a spumanti e vini da dessert. Un capitolo a parte riguarda la cultura del tartufo, che non si limita al famosissimo bianco d’Alba ma include diverse varietà di tartufi neri, raccolti sia in montagna che nelle aree collinari. Celebre è anche la pasticceria tradizionale, capace di creare classici senza tempo come krumiri, baci di dama e gianduiotti.

Un interessante documentario dedicato alle zone più prestigiose del Piemonte.

Prodotti tipici piemontesi a marchio DOP e IGP

Nel settore caseario rientrano tutti i prodotti tipici piemontesi a marchio DOP. A base di latte di capra o vaccini, freschi o stagionati, duri o a pasta molle, ce n’è veramente per tutti i gusti. Raschera, Bra, Taleggio, Toma Piemontese, Robiola di Roccaverano, Castelmagno… non a caso i formaggi vengono spesso definiti l’oro bianco del Piemonte. I formaggi sono alla base di alcuni tra i più noti piatti regionali, vengono infatti usati nelle fondute e nei risotti, ma anche nel ripieno delle paste fresche e nella preparazione di vari condimenti.

Tra le eccellenze IGP troviamo infine la Nocciola Tonda del Piemonte, raccolta nelle province di Cuneo, Asti e Alessandria e universalmente riconosciuta come la più pregiata al mondo.

DOP – Denominazione di Origine Protetta. È la sigla più conosciuta e utilizzata, ufficialmente riconosciuta e condivisa a livello europeo. Conta più di 400 vini e 160 prodotti italiani registrati, fra cui particolarità come l’aceto balsamico tradizionale di Modena o il puzzone di Moena. Contraddistingue gli alimenti e i vini le cui caratteristiche gustative possono essere attribuite all’appartenenza a un determinato ambiente geografico: per questo, la sigla è assegnata solo a specialità alimentari prodotte e lavorate in aree precise e secondo un determinato disciplinare di produzione.

IGP – Indicazione di Origine Protetta, è la seconda tipologia di sigla condivisa a livello europeo. A dispetto del nome, indica alimenti e vini tipici di una determinata area geografica e che lì sono prodotti e/o trasformati e/o elaborati: questo vuol dire che un determinato prodotto, pur lavorato nella zona indicata secondo metodologie specifiche, può provenire da una diversa regione o persino dall’estero. I prodotti alimentari IGP in Italia sono al momento 116; a questi vanno aggiunti 118 vini, che possono in alternativa usare la sigla IGT.

PAT – Prodotto Agroalimentare Tradizionale, è invece il marchio utilizzato solo in Italia per contraddistinguere prodotti tradizionali e di nicchia, con una diffusione così ridotta da non concorrere all’assegnazione di DOP e IGP. È l’unica sigla di qualità che è attribuita dalla Regioni: l’obiettivo è di valorizzare le specialità locali ottenute con metodi di lavorazione, conservazione e stagionatura tradizionali, in uso da almeno venticinque anni e omogenei in tutto il territorio interessato. Alcuni esempi sono il sanguinaccio e il miele lucano, il prosciutto di pecora sardo, lo speck altoatesino.

Presìdi Slow FoodI Presìdi Slow Food sostengono le piccole produzioni tradizionali che rischiano di scomparire, valorizzano territori, recuperano antichi mestieri e tecniche di lavorazione, salvano dall’estinzione razze autoctone e varietà di ortaggi e frutta.

BEVANDE ANALCOLICHE, DISTILLATI E LIQUORI

  • Amaro alle erbe alpine delle montagne di Cesana PAT
  • Arquebuse del Piemonte, alpestre del Piemonte PAT
  • Bicerin PAT
  • Elisir del prete PAT
  • Elisir d’erbe Barathier PAT
  • Garus susino PAT
  • Genepy del Moncenisio, genepy des Alpes PAT
  • Grappa con alambicco a bagnomaria piemontese PAT
  • Liquore d’erba bianca PAT
  • Liquori di erbe alpine PAT
  • Liquore di genziana del Piemonte PAT
  • Nocciolino di Chivasso PAT
  • Olio essenziale di menta piperita Piemonte, Pancalieri Piemonte PAT
  • Ratafià del Piemonte PAT
  • Rosolio del Piemonte PAT
  • Vermut piemontese PAT

CARNE, FRATTAGLIE FRESCHE e PREPARAZIONE

  • Agnello biellese PAT
  • Agnello sambucano PAT: Presidio Slow Food
  • Bale d’aso PAT
  • Batsoà PAT
  • Bergna PAT
  • Bisecon, bisecun PAT
  • Bovino piemontese PAT
  • Bresaola della Val d’Ossola PAT
  • Bue di Carrù PAT
  • Bundiola, bondiola PAT
  • Cappone di Monasterolo di Savigliano PAT
  • Cappone di Morozzo PAT: Presidio Slow Food
  • Cappone di San Damiano d’Asti PAT
  • Cappone di Vesime PAT
  • Capretto della Val Vigezzo PAT
  • Carn seca PAT
  • Castrato biellese PAT
  • Coniglio grigio di Carmagnola PAT: Presidio Slow Food
  • Coppa cotta bieleisa PAT
  • Crudo di Cuneo DOP
  • Fidighino fideghina, mortadella di fegato cruda PAT
  • Filetto baciato di Ponzone o salame filetto baciato PAT
  • Frisse, fresse, grive PAT
  • Gallina bianca di Saluzzo PAT: Presidio Slow Food
  • Gallina bionda piemontese PAT
  • Graton d’òca, salame d’oca o salame con oca  PAT
  • L’amlon PAT
  • Lardo del Piemonte PAT
  • Lumache di Cherasco, lumache di pianura PAT
  • Lumache di montagna, chiocciole di Borgo San Dalmazzo PAT
  • Mocetta del Canavese, mocetta valsesiana, mocetta ossolana PAT
  • Mortadella di Bologna (prod. piemontese) IGP
  • Mortadella di fegato cotta d’Orta, mortadella d’Orta PAT
  • Mortadella ossolana PAT
  • Mustardela o mustardera PAT: Presidio Slow Food
  • Pancetta con cotenna del Piemonte PAT
  • Prosciutto crudo della Valle Gesso PAT
  • Prosciutto crudo dell’alta Val Susa PAT
  • Prosciutto crudo di Cuneo PAT
  • Prosciutto montano della Val Vigezzo PAT
  • Quaiette, previ, preti, cotenne arrotolate PAT
  • Rane delle risaie piemontesi PAT
  • Salam dla doja PAT
  • Salame cotto del Piemonte PAT
  • Salame Cremona (prod. piemontese) IGP
  • Salame Cuneo PAT
  • Salame d’asino del Piemonte PAT
  • Salame del cios PAT
  • Salame di cavallo del Piemonte PAT
  • Salame di cinghiale del Piemonte PAT
  • Salame di giora PAT
  • Salame di patate del Piemonte PAT
  • Salame di testa o copa piemontese PAT
  • Salame di turgia PAT
  • Salamet o salametto casalingo PAT
  • Salami aromatizzati del Piemonte PAT
  • Salamini Italiani alla cacciatora (prod. piemontese) DOP
  • Salsiccia al formentino PAT
  • Salsiccia di Bra PAT
  • Salsiccia di riso PAT
  • Sanguinaccio con pane PAT
  • Sanguinaccio con patate PAT
  • Sanguinaccio con riso piemontese PAT
  • Sautissa ‘d coi, salsiccia di cavolo PAT
  • Sautissa ‘d crava, salame di capra, salamino di capra PAT
  • Sautissa ‘d vaca, salamino di vacca del Piemonte PAT
  • Testa in cassetta PAT: Presidio Slow Food
  • Trippa di Moncalieri, tripa ‘d Moncalè PAT
  • Violino di agnello PAT
  • Violino di camoscio PAT
  • Violino di capra PAT

CONDIMENTI

  • Bagna càuda PAT
  • Bagnet ros, bagnet ‘d tomatiche PAT
  • Bagnet verd PAT
  • Mostarda d’uva o cognà PAT

FORMAGGI

  • Beddo PAT
  • Boves formaggio  PAT
  • Bra DOP
  • Bruss da latte PAT
  • Bruss PAT
  • Caprino della Val Vigezzo PAT
  • Caprino lattico piemontese PAT
  • Caprino presamico piemontese PAT
  • Caprino valsesiano PAT
  • Castelmagno DOP
  • Cevrin di Coazze PAT: Presidio Slow Food
  • Formaggio a crosta rossa PAT
  • Formaggio del fieno PAT
  • Frachet PAT
  • Gioda formaggio PAT
  • Gorgonzola (prod. Piemonte) DOP
  • Grana Padano (prod. Piemonte) DOP
  • Maccagno, macagn PAT: Presidio Slow Food
  • Mollana della Val Borbera PAT
  • Montebore PAT: Presidio Slow Food
  • Montegranero PAT
  • Mortrett, murare PAT
  • Motta formaggio PAT
  • Murazzano formaggio DOP
  • Murianengo o Moncenisio PAT
  • Murtarat PAT
  • Nostrale d’alpe PAT
  • Ossolano d’alpe o Bettelmatt o grasso d’alpe PAT
  • Ossolano PAT
  • Paglierina PAT
  • Raschera formaggio DOP
  • Robiola d’Alba PAT
  • Robiola di Bossolasco, toma ‘d Bosolasc PAT
  • Robiola di Cocconato PAT
  • Robiola di Roccaverano DOP: Presidio Slow Food
  • Salagnun PAT
  • Salgnun o salignun PAT
  • Sola formaggio, sora, soera PAT
  • Spress o spresitt PAT
  • Taleggio formaggio DOP
  • Testun PAT
  • Toma ajgra PAT
  • Toma biellese PAT
  • Toma del lait brusc o formag lait brusc PAT
  • Toma della Valsesia PAT
  • Toma di capra, crava PAT
  • Toma di Celle PAT
  • Toma di Elva o caso di Elva, casale de Elva, tumo de caso PAT
  • Toma di Lanzo PAT
  • Toma Piemontese DOP
  • Tometto o tumet PAT
  • Tomino canavesano asciutto PAT
  • Tomino canavesano fresco PAT
  • Tomino del bot PAT
  • Tomino delle valli saluzzesi PAT
  • Tomino di Melle, tomin del Mel PAT
  • Tomino di Rivalta PAT
  • Tomino di San Giacomo di Boves PAT
  • Tomino di Saronsella, tomino chivassotto PAT
  • Tomino di Sordevolo PAT
  • Tomino di Talucco PAT
  • Tuma ‘d trausela PAT
  • Tuma di Casalborgone, tomino di Casalborgone PAT
  • Vaciarin PAT

GRASSI VEGETALI e di ORIGINE ANIMALE

  • Burro di montagna del Piemonte PAT

PRODOTTI VEGETALI NATURALI e TRASFORMATI

  • Actinidia di Cuneo PAT
  • Aglio di Molino dei Torti PAT
  • Ajucche PAT
  • Albicocca tonda di Costigliole PAT
  • Amarena di Trofarello PAT
  • Asparago di Borgo d’Ale PAT
  • Asparago di Poirino PAT
  • Asparago di Santena PAT
  • Asparago di Valmacca PAT
  • Asparago saraceno di Vinchio PAT
  • Bietola rossa di Castellazzo Bormida PAT
  • Cardo avorio di Isola d’Asti PAT
  • Cardo bianco avorio di Andezeno PAT
  • Cardo gobbo di Nizza Monferrato PAT: Presidio Slow Food
  • Carota di San Rocco Castagnaretta PAT
  • Castagna di Cuneo IGP
  • Castagne della Val Borbera PAT
  • Castagne delle valli di Lanzo PAT
  • Cavolfiore di Moncalieri PAT
  • Cavolo verza di Montalto Dora PAT
  • Cavolo verza di Settimo Torinese PAT
  • Cece di Merella PAT
  • Cicoria pan di zucchero casalese PAT
  • Ciliegia bella di Garbagna PAT
  • Ciliegia precoce di Rivarone PAT
  • Ciliegie di Pecetto PAT
  • Cipolla bionda astigiana PAT
  • Cipolla dorata di Castelnuovo Scrivia PAT
  • Cipolla rossa astigiana PAT
  • Cipolla rossa di Castelnuovo Scrivia PAT
  • Cipolle di Andezeno PAT
  • Cipolline di Ivrea PAT
  • Erbe officinali della Valle Grana PAT
  • Fagiolana della Val Borbera PAT
  • Fagioli di Cuneo PAT
  • Fagiolo di Cuneo IGP
  • Fagiolo di Saluggia PAT
  • Farina per polenta tradizionale diLanga PAT
  • Farine alimentari della valle Vermenagna PAT
  • Fragola di Tortona PAT: Presidio Slow Food
  • Fragole delle valli cuneesi PAT
  • Fragole di San Raffaele Cimena PAT
  • Fragolina di San Mauro Torinese PAT
  • Funghi della Valle Bronda, Pagno PAT
  • Funghi di Giaveno PAT
  • Funghi di Sanfront PAT
  • Grano saraceno del Piemonte PAT
  • Insalatina di Castagneto Po PAT
  • Lattughino di Moncalieri PAT
  • Marrone della Val di Susa IGP
  • Marrone della Val Pellice PAT
  • Marroni della Valle di Susa PAT
  • Mela carla della Val Borbera PAT
  • Mela di San Marzano Oliveto PAT
  • Mela golden di Cuneo PAT
  • Mela Renetta Grigia di Torriana PAT
  • Mela Rossa Cuneo IGP
  • Melanzana violetta casalese PAT
  • Mele autoctone del Biellese PAT
  • Mele del Monferrato PAT
  • Mele della Val Curone PAT
  • Mele della Val Sangone PAT
  • Mele della Valle Bronda PAT
  • Mele della Valle di Susa PAT
  • Mele della Valle Grana PAT
  • Mele della Valsesia PAT
  • Mele della Valsessera PAT
  • Mele delle valli di Lanzo PAT
  • Mele di Cavour – varietà locali PAT
  • Mele rosse delle valli cuneesi PAT
  • Meloni di Isola Sant’Antonio PAT
  • Nocciola del Piemonte IGP
  • Patata dell’alta valle Belbo PAT
  • Patata di Castelnuovo Scrivia PAT
  • Patata di montagna di Cesana PAT
  • Patata di San Raffaele Cimena PAT
  • Patata quarantina bianca genovese PAT
  • Peperone di Capriglio PAT: Presidio Slow Food
  • Peperone di Cuneo PAT
  • Peperone quadrato d’Asti PAT
  • Peperoni di Carmagnola PAT: Presidio Slow Food
  • Pera Madernassa cuneese, d’Albae della Valle Grana PAT
  • Pere delle valli di Lanzo PAT
  • Pere tradizionali cuneesi adatte alla cottura PAT
  • Pesche del cuneese PAT
  • Pesche di Baldissero PAT
  • Pesche di Borgo d’Ale PAT
  • Pesche di Canale PAT
  • Pesche di Volpedo PAT
  • Pisello di Casalborgone PAT
  • Pomodoro costoluto di Cambiano PAT
  • Pomodoro costoluto di Chivasso PAT
  • Pomodoro piatta di Bernezzo PAT
  • Porro di Cervere PAT
  • Porro dolce lungo di Carmagnola PAT
  • Ramassin, susino damaschino, susino del Saluzzese PAT
  • Ravanello lungo o tabasso PAT
  • Risi tradizionali della valle del Po PAT
  • Riso della Baraggia Biellese e Vercellese DOP
  • Riso Sant’Andrea Piemonte PAT
  • Scorzobianca o barbabuc PAT
  • Scorzonera di Castellazzo Bormida PAT
  • Sedani di Alluvioni Cambiò PAT
  • Sedano dorato astigiano PAT
  • Susina Santa Clara del Saluzzese PAT
  • Susine della collina torinese PAT
  • Trifulot del bür PAT
  • Uva fragola di Borgo d’Ale PAT
  • Zucca di Castellazzo Bormida PAT
  • Zucchini di Borgo d’Ale PAT

PASTE FRESCHE, PRODOTTI da FORNO e CONFETTERIA

  • Acsenti PAT
  • Agnolotti piemontesi PAT
  • Amaretti del Piemonte PAT
  • Antico dolce della cattedrale PAT
  • Asianot PAT
  • Baci di Cherasco PAT
  • Baci di dama di Tortona PAT
  • Bambin ‘d succar PAT
  • Bicciolani PAT
  • Biova PAT
  • Biscotti della salute del Piemonte PAT
  • Biscotti Giolitti PAT
  • Biscottini di Novara PAT
  • Biscotto della duchessa PAT
  • Bonet PAT
  • Brottie PAT
  • Brut e bon PAT
  • Campagnola buschese PAT
  • Canestrelli biellesi PAT
  • Canestrelli novesi PAT
  • Caramelle classiche dure PAT
  • Castagnaccio del Piemonte PAT
  • Ciciu ‘d capdan PAT
  • Cioccolatino alpino piemontese PAT
  • Cioccolatino cremino PAT
  • Cioccolatino grappino PAT
  • Coppette di Sant’Antonio, copeta PAT
  • Coppi di Langa PAT
  • Crasanzin o crescianzin PAT
  • Croccanti del ciavarin PAT
  • Farinata di ceci piemontese PAT
  • Fiacà PAT
  • Finocchini PAT
  • Focaccia di Susa PAT
  • Focaccia novese PAT
  • Fogassa d’la Befana PAT
  • Fugascina di Mergozzo PAT
  • Gianduiotto PAT
  • Grissino rubatà PAT
  • Grissino stirato PAT
  • Krumiri del Piemonte PAT
  • Krussli PAT
  • La duchesse del Piemonte PAT
  • Lingua di suocera del Piemonte PAT
  • Lose golose PAT
  • Mantovane di Cossato PAT
  • Margheritine di Stresa PAT
  • Marron glacé di Cuneo PAT
  • Miacce PAT
  • Miasse, miasce PAT
  • Miche di Cuneo PAT
  • Nocciolini di Chivasso PAT
  • Ossa da mordere PAT
  • Pan barbarià PAT
  • Pan della marchesa PAT
  • Pan dolce di Cannobio PAT
  • Pan d’Oropa PAT
  • Pan robi PAT
  • Pane di Chianocco PAT
  • Pane di mais di Novara PAT
  • Pane di riso di Novara PAT
  • Pane di San Gaudenzio PAT
  • Pane di segale piemontese PAT
  • Pane dolce di meliga e mele PAT
  • Pane nero di Coimo PAT
  • Panettone basso glassato alle nocciole PAT
  • Paste di meliga del Monregalese PAT: Presidio Slow Food
  • Pasticceria mignon torinese PAT
  • Pastiglie di zucchero torinese PAT
  • Plin PAT
  • Polenta astigiana PAT
  • Polenta dolce biellese PAT
  • Praline al rhum PAT
  • Praline cri cri PAT
  • Quaquare di Genola PAT
  • Rabaton del Piemonte PAT
  • Sangiorgini di Piossasco PAT
  • Stinchett o runditt o amiasc PAT
  • Tajarin PAT
  • Tirà PAT
  • Tirulen PAT
  • Torcèt, torcetti PAT
  • Torrone di nocciole del Piemonte PAT
  • Torta ‘d ravisce PAT
  • Torta del buscajet PAT
  • Torta del Palio PAT
  • Torta di Arignano PAT
  • Torta di castagne del Piemonte PAT
  • Torta di nocciole piemontese PAT
  • Torta di pane del Piemonte PAT
  • Torta matsafam PAT
  • Torta palpiton PAT
  • Tupunin PAT
  • Violette candite piemontese PAT
  • Zest di Carignano PAT

PREPARAZIONE PESCI, MOLLUSCHI, CROSTACEI e ALLEVAMENTO

  • Lampré, lampreda PAT
  • Prodotti ittici in carpione PAT
  • Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino DOP
  • Trota salmonata affumicata del Piemonte PAT

PRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE COME MIELE E CASEARI

  • Bruss da ricotta PAT
  • Mascarpa, mascherpa PAT
  • Mieli del Piemonte PAT
  • Seirass, sairass di latte PAT
  • Seirass del fen PAT
  • Seirass di siero di pecora PAT
  • Seirass stagionato PAT

VINI D.O.C.G.

DOCG – Denominazione di Origine Controllata e Garantita. Al pari della sigla DOC, questo marchio fa ora parte della grande famiglia DOP: è in ogni caso attribuito ai vini già riconosciuti come DOC e ritenuti di particolare pregio da almeno 10 anni. Qualche esempio? L’Aglianico del Vulture Superiore, il Barbaresco, il Brunello di Montalcino.

  • Alta Langa DOCG
  • Asti DOCG
  • Barbaresco DOCG
  • Barbera d’Asti DOCG
  • Barbera del Monferrato Superiore DOCG
  • Barolo DOCG
  • Brachetto d’Acqui o Acqui DOCG
  • Dogliani DOCG
  • Dolcetto di Diano d’Alba o Diano d’Alba DOCG
  • Dolcetto di Ovada Superiore o Ovada DOCG
  • Erbaluce di Caluso o Caluso DOCG
  • Gattinara DOCG
  • Gavi o Cortese di Gavi DOCG
  • Ghemme DOCG
  • Nizza DOCG
  • Roero DOCG
  • Ruché di Castagnole Monferrato DOCG

VINI D.O.C.

DOC – Denominazione di Origine Controllata, è invece la sigla storica, istituita sin dagli anni Sessanta e conosciuta da tutti in Italia. È stata storicamente utilizzata come marchio per i vini di qualità prodotti in aree geografiche di dimensioni piccole o medie, con caratteristiche attribuibili al vitigno, all’ambiente e ai metodi di produzione: i primi prodotti sono stati riconosciuti nel 1966. Dal 2010 in realtà non è più in uso: per la legge europea la denominazione è ora compresa nella sigla DOP – ma l’utilizzo è ancora consentito come menzione specifica tradizionale.

  • Alba DOC
  • Albugnano DOC
  • Barbera d’Alba DOC
  • Barbera del Monferrato DOC
  • Boca DOC
  • Bramaterra DOC
  • Calosso DOC
  • Canavese DOC
  • Carema DOC
  • Cisterna d’Asti DOC
  • Colli Tortonesi DOC
  • Colli Tortonesi DOC
  • Collina Torinese DOC
  • Colline Novaresi DOC
  • Colline Saluzzesi DOC
  • Cortese dell’Alto Monferrato DOC
  • Coste della Sesia DOC
  • Dolcetto d’Acqui DOC
  • Dolcetto d’Alba DOC
  • Dolcetto d’Asti DOC
  • Dolcetto di Ovada DOC
  • Fara DOC
  • Freisa d’Asti DOC
  • Freisa di Chieri DOC
  • Gabiano DOC
  • Grignolino d’Asti DOC
  • Grignolino del Monferrato Casalese DOC
  • Langhe DOC
  • Lessona DOC
  • Loazzolo DOC
  • Malvasia di Casorzo d’Asti DOC
  • Malvasia di Castelnuovo Don Bosco DOC
  • Monferrato DOC
  • Nebbiolo d’Alba DOC
  • Piemonte DOC
  • Pinerolese DOC
  • Rubino di Cantavenna DOC
  • Sizzano DOC
  • Strevi DOC
  • Terre Alfieri DOC
  • Valli Ossolane DOC
  • Valsusa DOC
  • Verduno Pelaverga o Verduno DOC

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La storia della grande cucina Piemontese

Quando si pensa alla gastronomia piemontese, vengono subito in mente due cose : il cioccolato e il tartufo. L’invenzione del cioccolato Gianduia è merito infatti dei mastri cioccolatieri piemontesi, i quali non potendo rifornirsi a sufficienza di cacao, a causa del blocco napoleonico del 1806, cominciarono ad impastare il cacao con le nocciole “tonde e gentili” delle Langhe ; il nome del famoso cioccolatino a forma di barchetta rovesciata, viene invece da Gian d’la duja o Giovanni del Boccale, la caratteristica maschera piemontese, simbolo della lotta per l’indipendenza che si combattè in Piemonte nel 1799. In quanto al tartufo, come ci racconta Plinio il Vecchio (79 d.C.), esso era apprezzato dai Romani, i quali ripresero l’uso culinario di questo tubero dagli Etruschi ; nel Settecento il tartufo piemontese era già noto in tutte le corti europee ; tra i maggiori estimatori si ricorda il compositore Gioacchino Rossini, che lo definì “il Mozart dei funghi”. Solo nel Novecento tuttavia il Tartufo bianco d’Alba, da sempre considerato il più pregiato, ha acquistato fama mondiale, grazie alla geniale opera di “marketing” di Giacomo Morra, un ristoratore di Alba, che spedí un campionario di tartufi e relative ricette alla Regina d’Inghilterra, aggiudicandosi il meritato titolo di” Re dei Tartufi” dal Times di Londra nel 1933. L’esempio fu seguito dal consorzio di “tartufari” di Alba per i potenti della terra e personaggi famosi nel mondo dello spettacolo.
Al pregiato tubero e al gustoso frutto, si affiancano altre prelibatezze nate e prodotte in questa terra : sono 371 i “prodotti piemontesi tradizionali” riconosciuti dal Ministero delle Politiche agricole e alimentari (la regione è seconda per numero solo alla Toscana). La cucina piemontese è una cucina ricca di sapori, sostanziosa e varia, che colloca al primo posto : burro, formaggi, carni e vino. Pur nella sua omogeneità, possiamo dire che essa abbia diverse “anime” gastronomiche a seconda delle zone, per cui troviamo riso in pianura ed al confine con la Lombardia, forti influenze della cucina francese nella nobile e ricca Torino, tante specialità locali nelle aree montane, e le acciughe salate direttamente dalla Liguria (via del Sale).

Un antico trattato di fine ‘700, Il cuoco piemontese perfezionato a Parigi, scritto da un autorevole cuoco il cui nome è rimasto tuttavia sconosciuto, ci svela molte ricette della tradizione ispirate alle regole della “cucina borghese” allora emanate dalla vicina Francia. Fondamentale nella pubblicistica culinaria dell’800 è altresi il Trattato di cucina pasticcera del piemontese Giovanni Vialardi, la cui opera fornisce un ricco repertorio di ricette italiane e non, e alcune preparazioni fondamentali della cucina torinese e piemontese, come le tomatiche (pomodori) farcite col riso alla novarese, la carlotte di mele o pere (dolce di frutta cotta) il cui nome deriva dal francese charlotte, e le castagne confettate (marrons glacés). Un posto di rilievo è occupato dal riso, di cui la regione è il principale produttore europeo con più di 116 mila ettari di risaie nei quali vengono raccolti milioni di quintali di riso all’anno. Simbolo della città di Novara è la Paniscia, piatto di riso con verdure, lardo, fagioli, salame, fegato di maiale e vino. A Vercelli invece il riso si sposa con i fagioli e con le rane pescate nelle risaie, ma viene servito anche con il gorgonzola e con le lumache. Fra i preparati di carne, un pilastro della cucina piemontese è il bollito misto, composto da diversi tagli di manzo e maiale lessati insieme in modo da fondere alla perfezione i propri sapori e, di solito, accompagnato da salse saporite quali il bagnet verde e quello rosso.

Un’eccellenza alimentare è il brasato splendidamente insaporito dal barolo, il vino più famoso della regione. Semplice e di origini contadine è la bagna cauda, uno dei piatti base della cucina piemontese, che presenta non poche affinità con l’aggiada ligure, viene infatti condita con l’olio e le acciughe sotto sale della vicina regione. Ma veniamo alle diverse anime gastronomiche di quasta regione per conoscere altre specialità. La tradizione culinaria del Novarese presenta alcuni piatti forti in comune con la vicina Lombardia, come il ris in cagnon, immerso nel formaggio fuso e la cassoeula, simile anche nel nome a quella milanese, cui viene però aggiunta la coscia d’oca disossata. La verza viene utilizzata nel tapulon, pietanza tipica di Borgomanero nel Novarese, a base di carne trita d’asino cotta con vino rosso.
Mentre ad Asti si avvertono contaminazioni lombarde – come per l’uovo al cireghet, che ricorda quello milanese in cereghin, ossia un uovo fritto in padella e condito con una salsa di acciughe dissalate, capperi, peperoncino e prezzemolo – nel Monferrato alessandrino, specie nella fascia meridionale, sono presenti le influenze della tradizione culinaria ligure, di cui sono esempi la farinata di ceci o l’impiego del pesto per condire alcuni primi piatti. Al confine con il Monferrato, nel Cuneese, si trovano le Langhe, la cui capitale indiscussa è Alba, punto di riferimento gastronomico per la produzione di tartufi, vini e formaggi. Sono di derivazione langarola i tajarin paste ripiene tra cui spiccano gli agnolotti, con la squisita farcitura di carni, formaggi e uova. Tra le specialità langarole ci sono anche i ravioli del plin – ossia “del pizzicotto”, modo di procedere per chiudere la pasta una volta farcita – che possono essere preparati in vari modi, fra cui il più celebre è quello con farcia di grana, vitello e coniglio arrosto. Tra i condimenti più indicati ad accompagnare il piatto figurano burro e salvia oppure il ragù a base di carne di vitello e salsiccia, al profumo di rosmarino. Il nome di Alba è legato anche alle carni crude, nello specifico all’insalata di carne all’albese – dove la carne è tagliata a fettine sottili, condita con olio e limone e arricchita da scaglie di parmigiano o tartufo – e alla carne cruda all’albese, a base di carne trita.
Un piatto caratteristico delle zone transalpine di confine è invece la fonduta valdostana, che in Piemonte viene arricchita con lamelle di Tartufo Bianco d’Alba.
I grandi piatti della cucina torinese nascono invece dalla sintesi tra cucina del territorio e cucina di corte, come capitale del Regno dei Savoia ; agnolotti, caponet, zuppe, brasati, dolci, affondano le loro radici nell’utilizzo di ogni risorsa alimentare anche degli avanzi oppure nella ricerca di raffinatezza e nuovi ingredienti e sapori ; è anche la cucina che più ha risentito dell’influenza della vicina Francia : la finanziera – preparata cuocendo nel burro animelle, filoni o schienali, fettine di vitello, creste, fegatini di pollo e funghi porcini, il tutto accuratamente infarinato e tirato a cottura con un poco di Marsala o Madera – è molto simile al ragout financière inventato dai Francesi a fine Settecento come “guarnitura” per carni arrosto. Un piatto tipicamente torinese è invece la tinca dorata del pianalto di Poirino, tradizionalmente fritta e successivamente marinata in un’emulsione di aceto, vino bianco ed erbe aromatiche. Il capoluogo regionale, non ha semplicemente ripreso le tradizioni gastronomiche dei territori vicini ma si è reso a sua volta protagonista dell’ideazione di alcuni prodotti gastronomici assai caratteristici. Tra questi spiccano i grissini, lunghi, sottili, fragranti, leggermente polverosi di farina, tirati a mano uno per uno. Apprezzati già da Napoleone e da re Carlo Felice che usava sgranocchiarli persino a teatro, derivano da un pane dalla forma simile chiamato “gherse”, da cui il nome ghersin, ossia grissini. Sempre a Torino, nel 1786, venne inventato da Benedetto Carpano il Vermut, divenuto col tempo il classico aperitivo a base di vini bianchi ed erbe aromatiche. E che dire del cioccolato ? La storia ci ricorda che il prelibato nettare fu portato in Svizzera da un apprendista di nome Suchard, poi fondatore della nota casa produttrice, che aveva imparato il mestiere di cioccolataio proprio a Torino. Ed è a Torino che la cioccolata, intesa come bevanda, venne per la prima volta trasformata in tavolette solide, separando il burro di cacao. Fu poi la volta della gianduia, divenuta simbolo della città. La splendida città di Torino ospita ogni anno il Salone del Gusto, appuntamento internazionale con il cibo di qualità creato da Slow Food e organizzato insieme alla Regione Piemonte e alla Città di Torino, in collaborazione con il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. All’interno del Salone del Gusto grande rilevanza viene data all’iniziativa Terra Madre : un punto d’incontro globale per tutti quei produttori che mettono al primo posto la qualità, la sostenibilità ambientale e il sostegno alle piccole comunità. Il prossimo appuntamento al Lingotto Fiere di Torino è dal 23 al 27 ottobre 2015. A Torino, nel quartiere storico di San Salvario, è ancora possibile trovare botteghe con specialità alimentari della tradizione, osterie (piole), cantine (bottiglierie) e trattorie che propongono piatti semplici e genuini ; il cuore pulsante del quartiere è Piazza Madama Cristina, che con il suo mercato mattutino rappresenta il principale luogo di incontro multiculturale, intorno al quale e lungo le vie laterali si trovano ancora una torrefazione, una bottega casearia che offre i più particolari tipi di formaggio, panetterie di ottima qualità, macellerie, accanto alle quali sono sorte in tempi più recenti epicerie e piccole botteghe che servono kebab, macellerie islamiche, pasticcerie arabe. Il luogo è fra i prescelti dai giovani per la movida notturna vivace fino a tarda notte soprattutto nei mesi estivi, grazie all’ampia scelta di locali, per tutti i gusti, di manifestazioni popolari e rassegne culturali.

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