CUCINA MEDIEVALE di MAESTRO MARTINO

Le straordinarie innovazioni.

Medioevo è un termine piuttosto generico che definisce un lasso di tempo di quasi dieci secoli, dal VI al XV compreso, ma per quel che riguarda la gastronomia il tempo si restringe notevolmente perché i ricettari che ci hanno lasciato i cuochi del passato e da cui possiamo dedurre come fossero l’alimentazione, i gusti, la tavola dei nostri antenati, risalgono più o meno al 1300. Nel XIV secolo nasce il libro di cucina medioevale.

I ricettari sono per la maggior parte anonimi, mentre altri recano il nome del “maestro cuciniere” di principi o di re: possiamo citare Taillevent, alias Guillaume Tirel , cuoco alla corte del re di Francia intorno alla fine del Trecento, maestro Chiquart all’inizio del quattrocento presso il duca Amedeo VIII di Savoia, Maestro Martino alla metà dello stesso secolo a Roma in casa del patriarca d’Aquileia e sempre nella stessa epoca di Martino troviamo Bartolomeo Sacchi detto il Platina ; quest’ultimo con il suo ” voluptade et valetudine ” (piacere e salute), tracciò le linee del nuovo modo di mangiare .

clicca e leggi l’articolo completo CUCINA MEDIEVALE di MAESTRO MARTINO con PDF scaricabile

COS’E’ il PIEMONTE

Prima di tutto è l’unica regione italiana in cui è presente l’oro, in grandi quantità. Già, proprio così. Nei secoli ne è stato estratto solo una piccola parte, la maggioranza è ancora presente nella pancia delle Alpi piemontesi.

Lo dice chiaramente il nome: si trova ai piedi del monti. Chi vive o si reca in Piemonte deve aspettarsi creste alpine mozzafiato, verdi pascoli, ampi laghi con appariscenti dimore storiche, città d’arte brulicanti di vita, vistose residenze sabaude e borghi d’altri tempi.
Se avete deciso di passare un po’ di tempo nella regione alpina detta PIEMONTE potete cominciare a dedicare le vostre attenzioni alle Isole Borromee sul Lago Maggiore che con le loro dimore storiche ed i loro prestigiosi giardini o magari potrebbe capitarvi il Lago d’Orta, che con il suo noto borgo di Orta san Giulio è talmente bello da sembrare un dipinto.
Non vi annoierete senz’altro facendo trekking vicino al re delle Alpi Cozie, il Monviso, o cercando di avvicinare il Monte Rosa, tra incantevoli scorci ed i rifugi in stile Walser, per poi passare ai Sacri Monti, patrimonio UNESCO  come Sacro Monte di Varallo, Sacro Monte di Orta, Sacro Monte di Serralunga di Crea, Sacro Monte di Oropa, Sacro Monte di Belmonte, Sacro Monte di Ghiffa, Sacro Monte di Domodossola.

E ancora la Reggia di Venaria, il Castello di Masinole residenze sabaude di Racconigi e Stupinigi: rischierebbero solo di sedurvi e non vorrete più andare via. Dicono che succeda.
Se citiamo poi le Langhe, che chissà perché sono patrimonio Unesco. Cos’avranno poi se non meravigliose colline con vitigni ed antichi poderi, borghi arroccati dal sapore di mosto e tartufo e cantine aperte ai curiosi!? Incredibili scorci tra Barolo, Barbaresco, Serralunga e via dicendo, ospitano i vini tra i più grandi al mondo. Non dimentichiamo di dare un’occhiata ai borghi, 14 borghi più belli d’Italia piemontesi, dicono che se decidete di visitarli, sarà difficile uscirne, ve ne innamorerete.

L’INVERNO non SOLO NEVE

Nel caso voleste passare le vostre vacanze invernali in Piemonte ricordatevi che fa freddo, ma non troppo però. Gli appassionati di sport invernali dovranno darsi da fare suoi 1273 chilometri di piste da sci in comprensori “full optional” come la blasonata Via Lattea di Sestriere, il Monterosa Ski o il Mondolé Ski giusto per dirne alcuni. Per non parlare delle piste di sci di fondo, come quella olimpica di Pragelato (la più lunga d’Europa), i percorsi per racchette da neve sparsi in tutta la regione, lo sleddog ed altre decine di attività. Se il freddo vi attanaglia vi toccherà rifugiarvi all’interno del Museo Egizio di Torino (secondo solo a quello del Cairo), trovare conforto dentro Palazzo Madama, patrimonio Unesco, o del Palazzo Reale, tutti a Torino. Potrete scaldarvi all’interno della Mole Antonelliana con il suo Museo del Cinema o all’interno di Palazzo Carignano, sede del primo parlamento italiano, tutti nella capitale.

CLICCA QUI PER ACCEDERE ALLA NOSTRA PAGINA DI IMMAGINA IL PIEMONTE 

SI MANGIA ANCHE?

Che ci sarà mai di speciale nel tartufo d’Alba in un piatto di Tajarin al burro?
I piemontesi con le loro materie prime di presidio slow food come la Salsiccia di Bra, i porri di Cervere, la nocciola di Alba, la menta di Pancalieri, i formaggi d’alpeggio o la carne di Fassona piemontese. Giusto per dirne alcuni. Con questi prodotti è facile cucinare piatti buoni, non bisogna certo essere bravi chef. Quindi che bisogno c’era di inventarsi il Vitello tonnato, gli Agnolotti al plin, le Ravioles, il Fritto misto piemontese, la Finanziera o la Bagna caoda? La regione che vanta il maggior numero di piatti in Italia e oltre, il maggior numero di prodotti e di DOCG e DOC.

E se a Torino sono nati i Giandujotti, si sa che questi sono solo la base della capitale del cioccolato.
Infatti la tradizione dolciaria piemontese si compone anche di amaretti di Mombaruzzo, di Bonet, di Baci di dama e del blasonato Bicerin, un’istituzione torinese.

Non si vive infatti solo di Nutella. Ma anche di cioccolato Caffarel e Novi. La scelta enogastronomica piemontese è per tutti i gusti e per tutte le tasche e può accontentare turisti di ogni genere, ma non basta.

CLICCA QUI PER ACCEDERE ALLA NOSTRA PAGINA DI IMMAGINA IL PIEMONTE 

L’ACQUA in VINO

Le acque minerali del Monviso sono esportate in tutto il mondo e, udite udite, anche sulla stazione spaziale internazionale. Le etichette vinicole della regione delle Langhe? C’è bisogno di elencarle? Agli astemi, forse. Avete mai sentito nominare il Barbera, il Barolo, il Barbaresco, il Nebbiolo o l’Arneis?
Il mondo dei microbirrifici è in continuo fermento e la birra Baladin è ormai esportata in tutto il mondo. Realtà birraie più piccole come Elvo a Biella o Beba a Villar Perosa (TO) continuano a produrre birre ricercate e strutturate. Meglio una commerciale Moretti, è meno impegnativa.
C’è poi il Vermouth, bevanda un po’ retrò perfetta per gli aperitivi torinesi.
Lasciate poi perdere i digestivi come il Serpul, il San Simone, il Genepy o il Barathier, liquori estratti dalle erbe alpine, che spopolano in ogni angolo del mondo.

In questa terra sono nati il cinema, la TV italiana, il campionato di calcio, il primo Personal Computer della storia, la grappa (o branda Pistapauta 1443 ancora in produzione), gli Alpini, la Nutella, i Pavesini, il Crodino, gli Autogrill…e via dicendo.

CLICCA QUI PER ACCEDERE ALLA NOSTRA PAGINA DI IMMAGINA IL PIEMONTE 

IL FASCINO DEGLI SPUMANTI PIEMONTESI

Lo Champagne italiano

Eleganza, fascino ed esclusività del Metodo Classico di Piemonte

Di fatto, ricordiamo che già nel 1850 circa Carlo Gancia, di ritorno da Reims, iniziò produrre uno “champagne” piemontese ed importò dalla Francia uve come lo Chardonnay e il Pinot Nero, iniziando così una tradizione spumantistica nella nostra regione.

Facendo un lungo salto nel tempo, l’impulso dei piemontesi a voler produrre delle bollicine di alta qualità ha dato espressione nel 1990 al Progetto Spumante Metodo Classico in Piemonte, in seno al quale è nata la denominazione Alta Langa.

I principali obiettivi del progetto vertevano sulla dimostrazione che le colline piemontesi posseggono le caratteristiche climatiche e pedologiche adatte alla coltivazione di Chardonnay e Pinot.

CLICCA QUI PER ACCEDERE ALL’INTERO ARTICOLO

BAROLO e CIOCCOLATO…una lunga storia

Quella piemontese è una terra davvero molto ricca dal punto di vista enogastronomico. Nebbiolo, Arneis, Barbera e Barolo sono solo alcuni dei nettari più famosi di questa regione. In particolare quest’ultimo è un vino che con la dovuta lavorazione può rivelare sorprese inaspettate.

Il Barolo DOCG, ovvero di Denominazione Originale e Garantita, è un vino intenso che necessita di almeno 38 mesi d’invecchiamento, di cui 18 devono avvenire in botte. Dal punto di vista olfattivo si presenta curiosamente complesso con note fruttate, floreali e altre speziate. Al palato rimane persistente, donando un gusto pieno e gradevole.

Si sposa benissimo con piatti a base di carne – selvaggina o brasati –, formaggi a pasta dura e molle, pietanze a base di tartufo. In quest’articolo scopriremo invece le caratteristiche del Barolo chinato e il cioccolato, due grandi protagonisti dell’ eno-gastronomia piemontese.

LE FASI DI LAVORAZIONE DEL VINO PER IL BAROLO CHINATO

Il Barolo chinato non è altro che il classico vino al quale sono stati aggiunti zucchero, alcol etilico e diverse spezie, grazie alle quali possiamo assaporarne il gusto caratteristico: radici di genziana e rabarbaro, semi di cardamomo e dulcis in fundo China calisaia, pianta arborea originariamente diffusa nelle Ande, oggi coltivata in Borneo, Giava e Camerun, il cui frutto è di un colore rosso-marrone tendente al ruggine.

Le fasi di lavorazione del vino Barolo chinato prevedono dopo l’aromatizzazione, la miscelazione – si procede con un rimescolamento per dodici ore –  e una prima decantazione, che dura all’incirca una settimana, seguita da una seconda di 2-3 settimane che avviene in una seconda couve. Infine, si lascia invecchiare il prodotto per il periodo medio di un anno.

CLICCA QUI PER L’ARTICOLO COMPLETO

CASTELLI e FORTI del PIEMONTE

In Piemonte, a pochi passi da Torino, per scoprire posti incredibilmente suggestivi, castelli, fortezze e luoghi sacri.

Tutto il territorio piemontese è costellato da ricordi del Regno dei Savoia, come le immense Residenze Sabaude circondate da immensi parchi. Allo stesso tempo, spostandosi da Torino verso ovest si possono trovare anche luoghi dotati di un incredibile potere evocativo e magico, come la Fortezza di Fenestrelle e la Sacra di San Michele. Il patrimonio storico è unico e inimitabile adatto a costruirsi un itinerario affascinante ricco di suggestione, grandi vini e cibo eccellente.

PER ACCEDERE ALLA PAGINA CON L’ELENCO DI TUTTI I CASTELLI E FORTI, CLICCA QUI!

Abbiamo voluto creare un vero e proprio indice online di tutti i castelli e i forti distribuiti sul territorio piemontese. L’archivio che abbiamo realizzato è molto completo e se, qualcosa abbiamo dimenticato, aspettiamo una vostra segnalazione.

Consultando questo elenco, in qualunque punto del Piemonte vi troviate, potrete individuare il comune con il relativo castello o forte più vicino.

sito amatoriale di gusto e retrogusto

Piemonte, terra antica e sorprendente di arte, cultura e sapori da scoprire

Quello del Piemonte è un fascino antico, sorprendente. È un territorio che va capito, che non è immediato e che proprio per questo motivo permette il «passo lento». Ed è perfetto per il turismo di questa strana estate, in cui contano i distanziamenti, gli spazi aperti, evitare gli assembramenti. Senza correre.

1683 I gesuiti piemontesi piantano le prime vigne in California

Sono soprattutto i gesuiti a esplorare la zona della California e a darne una dettagliata descrizione. La missione del 1696 annovera molti italiani (S. Ugarte, F.M. Piccolo, A. Carta, G. Minutoli, I.M. Napoli, M. Nascimbeni, Giovanni Salvaterra). Ed è un gesuita, Francesco Clavigero, a pubblicare in Venezia nel 1789 due grossi volumi sulla “Storia della California” senza esserci mai stato, ma servendosi della documentazione dei confratelli. E ancora sono i gesuiti i primi a trapiantare e a diffondere le vigne in quei territori producendo il pregiato Novitiate Jesuit Wine Black Muscat. TESTAROSSA WINERY

PIEMONTE WINE

Langhe e Roero. Sentieri tra i vigneti, una passeggiata nei borghi che offrono gli scorci più tipici, magari una tappa in cantina per degustare un calice di vino rosso e, naturalmente, sosta per pranzo o cena in uno dei locali che hanno fatto dell’accoglienza l’anima di questo territorio. E non c’è che l’imbarazzo della scelta. Le colline di Langhe e Roero sono la meta ideale per un fine settimana all’insegna del relax, il gusto e il paesaggio.

Cella Vinaria è stata inserita nel percorso FAI del territorio Novarese riferita a Borgo Ticino, luogo in cui è presente l’edificio nel centro storico. E’ un’altra piccola soddisfazione per noi e per chi ha volontariamente, collaborato con noi. Grazie

SITO FAI Fondo Ambiente Italiano

“Torino è la città più profonda, più enigmatica, più inquietante, non d’Italia ma del mondo”.
Giorgio De Chirico

“Sono emigrato in America perchè mi raccontavano che le strade erano lastricate d’oro. Quando sono arrivato mi sono reso conto che non erano nemmeno lastricate, anzi, aspettavano noi per lastricarle.”

In una lettera di un emigrato piemontese 1897

HAC AD CELLAM VINARIA DESCENSUS CAVE NE INCERTUS ASCENDAS

Di qua si va alla cella vinaria, bada di non salire vacillante.