“I paesaggi culturali vitivinicoli del Piemonte di Langhe-Roero e Monferrato sono una eccezionale testimonianza vivente della tradizione storica della coltivazione della vite, dei processi di vinificazione, di un contesto sociale, rurale e di un tessuto economico basati sulla cultura del vino. La loro storia è testimoniata dalla presenza di una grande varietà di manufatti e architetture legate alla coltivazione della vite e alla commercializzazione del vino. I vigneti di Langhe-Roero e Monferrato costituiscono inoltre un esempio eccezionale di interazione dell’uomo con il suo ambiente naturale: grazie ad una lunga e costante evoluzione delle tecniche e della conoscenza sulla viticoltura si è realizzato il miglior adattamento possibile dei vitigni alle caratteristiche del suolo e del clima, tanto da diventare un punto di riferimento internazionale. I paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato incarnano l’archetipo di paesaggio vitivinicolo europeo per la loro grande qualità estetica”.

HAC AD CELLAM VINARIA DESCENSS
CAVE NE INCERTUS ASCENDAS

Di qua si va alla cella vinaria, bada di non salire vacillante

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Re Barolo…I top 25 secondo FORBES

Il Ruchè e Castagnole Monferrato. Descritto come “l’altra faccia del Piemonte” o “ vitigno misconosciuto e simpatico” da Mario Soldati, regista e scrittore italiano con la passione del vino, il Ruchè rimane ancora oggi una varietà dalle origini incerte e sconosciute. La storia di questo antico vitigno è densa di fascino e mistero. Sono diverse, infatti, le ipotesi che portano all’etimologia e all’origine di questo nome. La prima lega il nome al termine piemontese “rocche” e quindi vitigno coltivato in zone arroccate sul Monferrato; la seconda lo fa derivare da “roncet”, una degenerazione infettiva che alla fine dell’Ottocento attaccò i vitigni della zona e a cui il Ruchè sopravvisse senza problemi. L’ultima, la più accreditata, ne lega la discendenza a un antico vitigno importato dalla Borgogna da alcuni monaci che lo impiantarono intorno al convento, ora distrutto, di San Rocco. Da qualche decennio il Ruchè, sull’onda della riscoperta dei vitigni autoctoni, è in piena fase di rinascita e la sua popolarità è in continua ascesa.

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CASTELLI e FORTI del PIEMONTE

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LANGHE ROERO e MONFERRATO

Il Piemonte del grande vino, e soprattutto delle grandi espressioni del Nebbiolo, Barolo e Barbaresco, è in grande salute. I prezzi dei vigneti migliori di Barolo, con i cru che partono da quotazioni superiori a 2 milioni di euro, sono una spia sintomatica di un grande successo. Con i vini del territorio sempre più desiderati dagli appassionati, dai collezionisti e anche da chi investe nelle grandi bottiglie. Tuttavia, sebbene a livello di rivalutazione dei prezzi le migliori etichette piemontesi, sia nel breve che nel lungo termine, abbiano fatto meglio di quello di Borgogna, Toscana, California e Bordeaux, il Piemonte del vino deve consolidare la sua conoscenza tra i collezionisti, andando oltre il Barolo, che ne resta il grande porta bandiera. Sono alcuni degli atout del primo report dedicato al Piemonte di Wine Lister, società che si occupa di analisi del mercato e di rating dei fine wine, di recente acquisito dal Group Figaro.

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VINI E VITIGNI DEL PIEMONTE

LE COLLINE NOVARESI

TUTTI I PRODOTTI DEL PIEMONTE

Il Piemonte vanta 44 DOC (Denominazione di Origine Controllata) e 12 DOCG (Denominazione di origine Controllata e Garantita) e detiene con ciò l’80% della produzione di soli DOC e DOCG in Italia. La viticoltura in Piemonte predilige le zone collinari. Ci sono due distretti di vini: il distretto Langhe, Roero, e Monferrato, che comprende le tre province di Asti, Alessandria e Cuneo, e il distretto di Canavese, Coste della Sesia e delle Colline novaresi, che comprende le province di Biella, Novara, Torino, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola.Nel primo distretto vengono prodotti: Arneis, Barbera, Brachetto, Dolcetto, Freisa e Pelaverga. Il secondo distretto vanta 2 DOCG, Gattinara e Ghemme, e 11 DOC, Boca, Bramaterra, Canavese, Carema, Colline Novaresi, Coste del Sesia, Erbaluce di Caluso, Fara, Lessona, Sizzano e Valsusa. Langhe, Monferrato e Canavese producono vini di fama mondiale. Inoltre in Piemonte è nato lo spumante: il più famoso è quello d’Asti, ottenuto da uve Moscato. Oltre ai suddetti distretti c’è la Strada Reale dei vini torinesi. Comprende un percorso nei luoghi nel territorio torinese lungo 600 km che percorre buona parte del  Canavese, della Collina Torinese, del Pinerolese e della Val Susa. L’itinerario conduce anche alle Residenze Reali, dichiarate “Patrimonio dell’Umanità” dall’UNESCO.