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Piemonte, terra antica e sorprendente di arte, cultura e sapori da scoprire

Quello del Piemonte è un fascino antico, sorprendente. È un territorio che va capito, che non è immediato e che proprio per questo motivo permette il «passo lento». Ed è perfetto per il turismo di questa strana estate, in cui contano i distanziamenti, gli spazi aperti, evitare gli assembramenti. Senza correre.

1683 I gesuiti piemontesi piantano le prime vigne in California

Sono soprattutto i gesuiti a esplorare la zona della California e a darne una dettagliata descrizione. La missione del 1696 annovera molti italiani (S. Ugarte, F.M. Piccolo, A. Carta, G. Minutoli, I.M. Napoli, M. Nascimbeni, Giovanni Salvaterra). Ed è un gesuita, Francesco Clavigero, a pubblicare in Venezia nel 1789 due grossi volumi sulla “Storia della California” senza esserci mai stato, ma servendosi della documentazione dei confratelli. E ancora sono i gesuiti i primi a trapiantare e a diffondere le vigne in quei territori producendo il pregiato Novitiate Jesuit Wine Black Muscat. TESTAROSSA WINERY

PIEMONTE WINE

Langhe e Roero. Sentieri tra i vigneti, una passeggiata nei borghi che offrono gli scorci più tipici, magari una tappa in cantina per degustare un calice di vino rosso e, naturalmente, sosta per pranzo o cena in uno dei locali che hanno fatto dell’accoglienza l’anima di questo territorio. E non c’è che l’imbarazzo della scelta. Le colline di Langhe e Roero sono la meta ideale per un fine settimana all’insegna del relax, il gusto e il paesaggio.

Cella Vinaria è stata inserita nel percorso FAI del territorio Novarese riferita a Borgo Ticino, luogo in cui è presente l’edificio nel centro storico. E’ un’altra piccola soddisfazione per noi e per chi ha volontariamente, collaborato con noi. Grazie

SITO FAI Fondo Ambiente Italiano

“Torino è la città più profonda, più enigmatica, più inquietante, non d’Italia ma del mondo”.
Giorgio De Chirico

“Sono emigrato in America perchè mi raccontavano che le strade erano lastricate d’oro. Quando sono arrivato mi sono reso conto che non erano nemmeno lastricate, anzi, aspettavano noi per lastricarle.”

In una lettera di un emigrato piemontese 1897

HAC AD CELLAM VINARIA DESCENSUS CAVE NE INCERTUS ASCENDAS

Di qua si va alla cella vinaria, bada di non salire vacillante.