sito amatoriale di gusto e retrogusto

Sito amatoriale di gusto e retrogusto

Se non ti piace quel che facciamo, non ci sono corde a trattenerti!

Platone

Tutto ciò illustrato da questo sito e il sito stesso, sono prodotti esclusivamente dai soci senza fine alcuno di lucro ma solo per passione.

Cella Vinaria

Per evitare le critiche, non fare niente, non dire niente, non essere niente.
Aristotele


RAGGIUNGICI SU Twitter troverai tante curiosità e cose simpatiche…almeno speriamo!

Dal gioco e dal passatempo, qualunque esso sia, deriva la nostra cultura e la nostra vera istruzione. Scuola deriva del greco “skola” ossia passatempo o tempo libero.

Oggi lo spazio è splendido! Senza morsi né speroni o briglie,
via, sul vino, a cavallo verso un cielo divino e incantato!
Come due angeli che tortura un rovello implacabile oh,
nel cristallo azzurro del mattino, seguire il lontano meriggio!
Mollemente cullati sull’ala del turbine cerebrale, in un
delirio parallelo,
sorella, nuotando affiancati, fuggire senza riposi né tregue
verso il paradiso dei miei sogni.

Gli uomini sono come il vino: non tutti i vini invecchiando migliorano, alcuni inacidiscono.”

Eugenio Montale

 

L’AstiSecco….la bella sorpresa del 2018

L’ASTI Secco Docg nasce dall’uva Moscato bianco e da un progetto di ricerca che si è avvalso delle migliori professionalità e competenze per la valorizzazione di quest’uva unica.La tecnica di spumantizzazione alla cui messa a punto ha contribuito il laboratorio di ricerca del Consorzio di Tutela, prevede particolari condizioni di permanenza con lieviti selezionati che portano ad avere un quadro gustativo ed olfattivo equilibrato ed armonioso. Il risultato è unico e sorprendente. Con una spuma particolarmente fine e persistente, l’Asti Secco dona al palato una sensazione di freschezza che ne consente il consumo a tutto pasto. Al naso si possono apprezzare delicati aromi floreali (acacia, lavanda, salvia) e fruttati (mela, pera, banana). Ottimo come aperitivo, l’Asti Secco si abbina facilmente a salumi, formaggi freschi, carni bianche, pesce, crostacei e a primi piatti, come il risotto

.

la terra del vino

 

La scelta del tappo è importante solamente per i vini soggetti ad invecchiamento.

Per i vini imbottigliati da consumare freschi si possono utilizzare anche i tappi sintetici o qualsiasi tappo che eviti il contatto con l’aria.

Nel caso in cui si presti ad imbottigliare un vino destinato ad un certo affinamento, è indispensabile l’uso del tappo in sughero che anch’esso può essere di varie tipologie. E’ importante non comperare tappi troppo economici e di scarsa qualità. Quello che consiglio, senza addentrarsi nello specifico, è il tappo di sughero tradizionale, quello monoblocco di almeno 4,5 cm di lunghezza.

Ricordo che se rimangono tappi se in eccesso, se di sughero, devono essere conservati non troppo a lungo in un ambiente pulito ed asciutto.

LUIGI PIRANDELLO

da IL FU MATTIA PASCAL

ah, ricordo un tramonto, a Torino, nei primi mesi di quella mia nuova vita, sul Lungo Po, presso il ponte che ritiene per una pescaia l’impeto delle acque che vi fremono irose: l’aria era di una trasparenza meravigliosa ; tutte le cose in ombra parevano smaltate in quella limpidezza; ed io,guardando, mi sentii così ebro della mia libertà , che temetti quasi d’impazzire, di non potervi resistere a lungo …

 

ad ognuno il suo vino

QUESTA SERA VENGO A CERCARTI
Questa sera vengo a cercarti
nel sapore di un vino corposo
che nasconde le tue carni nude
dal vezzo cerimonioso, è un nebbiolo
d’oltrepò pavese, dove sgorga
la poesia nelle frescure del mattino
e solo nella notte a pensarti cingo
la mano al bicchiere, i tuoi esili
polsi. È un gioco fermarti
e stringere fino a che il sapore
sgorga rubandoti alla bocca.

Il vino non si beve soltanto. Si annusa, si osserva, si gusta, si sorseggia e… se ne parla.”

Re Edoardo settimo

 

Nessuna poesia scritta da bevitori d’acqua può piacere o vivere a lungo. Da quando Bacco ha arruolato poeti tra i suoi Satiri e Fauni,
le dolci Muse san sempre di vino al mattino.

Quinto Orazio Flacco

 

I vini rossi devono essere sempre decantati. Falso: solo il 20% dei rossi necessitano di arieggiare il locale prima di soggiornarvi. Quindi, il restante 80% chiede semplicemente di essere versato in un calice di generose dimensioni. Lasciamo il nostro scomodo decanter in bella vista al riparo dalla polvere e usiamolo solo quando effettivamente serve.


 

Dalle semplice sniffata del sughero puoi sentire se il vino sa di tappo. Il vino oltraggiato dal TCA non sa di tappo. Ebbene sì, annusare il tappo è tanto figo quanto inutile. Il 99,9% delle volte non sentirete niente altro che odore di sughero bagnato. Tipicamente il responsabile del sentore di tappo è un fungo, l’Armillaria mellea, parassita della quercia da sughero. In questo caso si avrà la formazione di tricloroanisolo (TCA), quale prodotto del metabolismo secondario, che conferirà al vino un odore che può essere descritto come quello di un quotidiano ammuffito, cane bagnato o cantina umida.


 

Ci vuole una cantina per conservare il vino. Molte persone non hanno una cantina ma possiedono scorte di vino. Come è possibile? Ci sono fasi della vita che non ti consentono di avere la cella 75% 80 % di umidità, a 15° costanti, insonorizzata, anti vibrazioni, ecc. Quindi per questo dovrei convertirmi all’acqua? Giammai. Trovare un posto dentro le quattro mura dove collocare il nostro importante prodotto, è cosa possibile. Prima regola: non deve arrivare luce diretta sulle bottiglie. Seconda regola: la temperatura non deve andare oltre i sedici gradi. Terza regola: bastano le prime due per conservare in ottimo stato il vino.


 

 

Non facciamoci infinocchiare...La parola infinocchiare, il cui significato è raggirare, fregare, deriva proprio dal connubio fra vino e finocchio. Quando gli osti volevano rifilare vino rancido agli avventori, lo accompagnavano con piatti a base di finocchio, che, consumato crudo, addolcisce la bocca e altera la capacità di riconoscere i sapori.


 

IL VINO
Omero

Il vino mi spinge
il vino folle
che fa cantare anche l’uomo più saggio
e lo fa ridere mollemente
e lo costringe a danzare
e tira fuori la parola
che sta meglio non detta.

Altro il vino non è se non la luce del sole mescolata con l’umido della vite.”

Galileo Galilei

CANZONE AL VINO
William Butler Yeats

Il vino raggiunge la bocca
E l’amore raggiunge gli occhi,
Questa è la sola verità
che ci è dato conoscere
Prima di invecchiare e morire.
Sollevo il bicchiere alle labbra,
Ti guardo e sospiro.


COLLINE NOVARESI DOC

La Riscossa dei Grandi Vini di casa nostra.

La denominazione Colline Novaresi DOC rappresenta una delle più importanti aree vitivinicole della regione Piemonte. La denominazione Colline Novaresi DOC include le province di Novara ed è stata creata nel 1994. I vini della denominazione Colline Novaresi DOC si basano principalmente sui vitigni Nebbiolo, Vespolina, Uva rara, Croatina, Barbera, Erbaluce. La rivista americana FORBES elogia, in un articolo i vini delle Colline Novaresi concludendo con: «Gattinara, Ghemme, Boca, Lessona, la zona del Bramaterra, hanno tutti terreni e climi leggermente differenti che permettono di produrre vini di pregio che sono ancora un segreto per la maggior parte dei consumatori». 

 

COLLINE NOVARESI DOC Boca – Colline Novaresi (vino) – Colline Novaresi Barbera – Colline Novaresi bianco – Colline Novaresi Croatina – Colline Novaresi Nebbiolo o Spanna – Colline Novaresi Uva Rara o Bonarda – Colline Novaresi Vespolina – Fara – Sizzano. COLLINE NOVARESI DOCG  Ghemme – Ghemme Riserva.

 

Il vino rende stolto il saggio e saggio lo stolto.”

Carlos Ruiz

 

Cella Vinaria Soci

Erano setto, o otto, seduti a quel banchetto da Agatone. La tavola era imbandita, e il vino baccheggiava allegramente nei calci di Fedro, Pausania, Erissimaco, Aristofane e di Socrate, e non si faceva altro che ragionare assieme, tra un boccone e l’altro.
Questa l’ambientazione dove Platone, nel Simposio, dialogo più discorsivo che non dialogico, parla d’Amore, parla dell’Eros, e dopo più di duemila anni, quella sua definizione – che ha oltrepassato il medioevo, che ha sorvolato la letteratura italiana e il dolce stilnovo dantesco, la lirica del rinascimento, e tutti i canoni storici ed artistici occidentali. Ancora oggi rimane innovativa

 

VENDEMMIA

PAUL VERLAINE

Fratello al sangue della vigna rosa,
fratello al vino della vena nera,
vino, o sangue, oh apoteosi!

Vino pazzo che suole spingere anche l’uomo molto saggio a intonare una canzone, e a ridere di gusto, e lo manda su a danzare, e lascia sfuggire qualche parola che era meglio tacere.

Omero


 

I miei libri sono come l’acqua, quelli dei grandi talenti sono vino.Tutti bevono acqua.

Mark Twain

Il colore della bottiglia è fondamentale se decidete di affinare per lungo tempo il vino. In questo caso consigliamo:

  • Colori trasparenti: se imbottigliate vini da consumare entro l’anno.
    La luce non va ad intaccare la qualità del vino se lo stesso viene consumato entro breve tempo (ovviamente mai esporre le bottiglie sotto il sole, ma sempre in luoghi freschi e bui)
  • Colori scuri: se decidete di imbottigliare vini complessi e strutturati per più anni, il colore scuro evita l’ingresso dei raggi solari e della luce, dannosi per l’affinamento.

La nostra terra….Borgo Ticino…il Novarese…il Piemonte!

Scrivo del passato perchè nel presente non v’è nulla che meriti d’esser raccontato. Il presente è rumore. milioni, miliardi di voci che gridano, tutte insieme in tutte le lingue e cercano di sopraffarsi l’una con l’altra.

Sebastiano Vassalli LA CHIMERA


IL VINO TRISTE

La fatica è sedersi senza farsi notare.
Tutto il resto poi viene da sé. Tre sorsate
e ritorna la voglia di pensarci da solo.
Si spalanca uno sfondo di lontani ronzii,
ogni cosa si sperde, e diventa un miracolo
esser nato e guardare il bicchiere. Il lavoro
(l’uomo solo non può non pensare al lavoro)
ridiventa l’antico destino che è bello soffrire
per poterci pensare. Poi gli occhi si fissano
a mezz’aria, dolenti, come fossero ciechi.

Cesare Pavese


CHARLES BAUDELAIRE

Il vino e l’uomo mi fanno pensare a due lottatori tra loro amici,
che si combattono senza tregua, e continuamente rifanno la pace.
Il vinto abbraccia sempre il vincitore.

L’IMPOSSIBILITÀ, COME IL VINO

EMILY DICKINSON

L’Impossibilità, come il Vino
Eccita l’Uomo che l’assapora;
La Possibilità è insipida
Aggiungi una pur pallida
Traccia di Rischio
E nel Sorso di prima
Un incantesimo produce l’ingrediente
Certo come una Condanna

 

“La cena è servita…almeno così sembra”

CONVIVIO

GIOVANNI PASCOLI

O convitato della vita, è l’ora.
Brillino rossi i calici di vino;
tu né bramoso più, né sazio ancora,
lascia il festino.
Splendano d’aurea luce i lampadari,
fragri la rosa e il timo dell’Imetto,
sorrida in cerchio tuttavia di cari
capi il banchetto:
tu sorgi e… Triste, su la mensa ingombra,
delle morenti lampade lo svolo
lugubre, lungo! triste errar nell’ombra,
ultimo, solo!

 

Lepre allo spiedo: senza lavarla, lardellatela e mangiatela con la camelia o la salsa piccante, cioè col grasso che cola nella leccarda, e mettetevi cipolle tagliate fini, vino e agresto e un po’ d’aceto. Versate sulla lepre quando sarà arrostita, o mettetela nelle scodelle.

tratto da “A tavola nel Medioevo”

Nel vino voglio soffocare i dolori, al vino chiedo che faccia scendere negli occhi stanchi, consolatore, il sonno.

Albio Tibullo

 

CANZONE AL VINO
Il vino raggiunge la bocca
E l’amore raggiunge gli occhi,
Questa è la sola verità che ci è dato conoscere
Prima di invecchiare e morire.
Sollevo il bicchiere alle labbra,
Ti guardo e sospiro.

 

MESSAGGIO AGLI AMICI DI “Cella Vinaria”

Tutto ciò illustrato in questo sito, sia fotografie sia gli oggetti descritti e rappresentati, sia i siti stessi sono realizzati da Cella Vinaria e dai suoi soci nella speranza di valorizzare tradizioni, luoghi, usi e costumi oltre a sensibilizzare chi ci segue, al piacere del bello, rispettando ciò che ci circonda.

La nostra esperienza ci insegna che basta veramente poco per prendersi cura dei nostri paesi, che in fondo sono casa nostra; piccoli gesti quotidiani come raccogliere cartacce e mozziconi fuori dalla nostra porta o recinzione, eliminare le erbacce o mettere qualche fiore non ci costa proprio nulla ma puo’ cambiare significativamente l’aspetto dei luoghi che ci circondano.

Aver cura del nostro territorio non è altro che aver cura di casa nostra…nulla di più.


IL NOSTRO SOCIO PIU’ LONTANO VIENE A FARCI VISITA

Osvaldo Brasca ex General Manager alberghiero residente da oltre quarant’anni in Canada è venuto a farci visita. Socio ad Honorem dalla primavera del 2014 si è sentito in dovere di venirci a salutare nonostante le migliaia di chilometri di distanza…a noi ha fatto un enorme piacere.

 

So che la notte non è come il giorno: che tutte le cose sono diverse, che le cose della notte non si possono spiegare nel giorno perché allora non esistono, e la notte può essere un momento terribile per la gente sola quando la loro solitudine è incominciata.

Ernest Hemingway


 

Edamus, bibamus, gaudeamus!

Tutto quest’anno ch’è, mi son frustato

di tutti i vizi che solìa avere;
non m’è rimasto se non quel di bere,
del qual me n’abbi Iddio per escusato,
ché la mattina, quando son levato,
el corpo pien di sal mi par avere;
adunque, di’: chi si porìa tenere
di non bagnarsi la lingua e ‘l palato?
E non vorrìa se non greco e vernaccia,
ché mi fa maggior noia il vin latino,
che la mia donna, quand’ella mi caccia.
Deh ben abbi chi prima pose ‘l vino,
che tutto ‘l dì mi fa star in bonaccia;
i’ non ne fo però un mal latino.

Cecco AngiolieriSiena 1260-1300

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Non c’è amicizia salda senza fiducia: e non c’è fiducia senza far passare un certo tempo.

Aristotele

Dioniso (Dio Greco del vino), in una commedia di Eubulo, raccomanda:

Tre coppe di vino non di più, stabilisco per i bevitori assennati. La prima per la salute di chi beve; la seconda risveglia l’amore ed il piacere; la terza invita al sonno. Bevuta questa, chi vuol essere saggio, se ne torna a casa. La quarta coppa non è più nostra, è fuori misura; la quinta urla; sei significa ormai schiamazzi; sette occhi pesti; otto arriva lo sbirro; nove sale la bile; dieci si è perso il senno, si cade a terra privi di sensi. Il vino versato troppo spesso in una piccola tazza taglia le gambe al bevitore.


 

 

Non hanno le competenze per fare ma hanno le competenze per dire che non si fa così.

Seneca


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TUTTI I NOSTRI ARTICOLI SONO STATI PUBBLICATI SULLA RIVISTA NAZIONALE ONLINE ENOPRESS, TESTATA SPECIALIZZATA IN ENO-GASTRONOMIA.  Grazie da Cella Vinaria.

piemonte-agriqualita-logoChi volesse sapere di piu’ sulla nostra terra Cella Vinaria consiglia un sito completo e ben fatto!

 

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