Dolci Novaresi

Alcuni dolci tipici del novarese…..

I BISCOTTI DI NOVARA
Straordinariamente leggeri – non contengono infatti burro ma solo farina, zucchero e uova – sono il biglietti da visita della città. Il tocco che distingue il Biscotto di Novara e contribuisce ad arricchirne il gusto è la spolveratina di zucchero vanigliato prima della cottura. Un tempo i Biscotti di Novara venivano venduti alla dozzina o al chilogrammo, le qualità più curate e meglio riuscite venivano confezionate avvolgendole a due a due con carta sottile. Oggi il prodotto viene presentato in scatole di cartone contenenti i biscotti avvolti in carta o in scatole chiuse ermeticamente che mantengono inalterata la freschezza del prodotto. biscottini di Novara sono tipici delle zone piemontesi e le loro origini hanno radici nei periodi del Medioevo.
Questi biscottini venivano confezionati dalle monache di quei tempi chiuse nei conventi (venivano allora chiamati pani delle monache) e venivano offerti ai prelati in visita o donati agli ammalati negli ospedali.

  • 250 zuccherobiscottino
  • 250 farina “00”
  • 4 uova
  • 1 tuorlo

Lavorare lo zucchero con le 4 uova e il tuorlo fino ad ottenere un composto spumoso. Unire a cucchiai la farina continuando a mescolare. Con l’aiuto di una tasca da pasticciere disporre il composto in nastri lunghi circa 8 cm sulla placca da forno imburrata e infarinata. Far riposare 20 minuti, quindi passare in forno già caldo a 180° gradi fino a quando i biscottini di Novara avranno preso una leggera doratura.


IL PANE DI SAN GAUDENZIO

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Per tradizione è il dolce della festa patronale di Novara da oltre 50 anni. E’ una sorta di gustoso panettone con una superficie cosparsa di granelli di pinoli, nocciole e zucchero. Ha la caratteristica di essere rivestito esternamente con pasta frolla e arricchito di un soffice e ricco ripieno.

Per la pasta frolla
– 200 g di farina
– 120 g di burro
– 65 g Zucchero semolato
– 1 tuorlo
– aroma di vaniglia
– aroma di limone
– 1 pizzico di sale
Ammorbidire il burro con lo zucchero, aggiungere le uova e unire infine la farina setacciata assieme agli aromi. Lavorare il tutto e mettere poi il composto in frigorifero per almeno un’ora. Al termine stendere la pasta con un matterello, mantenendo uno spessore di circa mezzo centimetro.

Per il panettone
– 130 g farina
– 130 g zucchero
– 80/90 g uvetta sultanina
– 75 g burro fuso
– 4 uova
– aroma di vaniglia
– aroma o succo di limone
– granella di nocciole

Sbattere i tuorli con lo zucchero e a parte montare l’albume a neve, aggiungendo un cucchiaino di succo di limone. Unire i tuorli e zucchero all’albume e amalgamare delicatamente. Aggiungere poi la farina con l’uvetta e per ultimo il burro fuso.
Foderare lo stampo o la tortiera e riporre al suo interno la pasta frolla stesa. Ricoprirla per 3/5 con l’impasto ottenuto e cospargere il tutto con granella di pinoli o di nocciole o con marron glacé. Spolverizzare infine con zucchero a velo e cuocere in forno a 190° per 40-50 minuti.
Togliere dallo stampo il Pane di San Gaudenzio quando è ancora tiepido e, per conservarlo o portarlo in dono a qualcuno, avvolgerlo in una carta trasparente.


IL DOLCE DELLA CATTEDRALE

L’Antico Dolce della Cattedrale ha una forma rotonda,una consistenza soffice ed una superficie dalla colorazione dorata.

La documentazione attestante l’esistenza di tale torta risale al secolo XII. Nel corso del tempo,però,alcuni ingredienti sono variati. L’antica ricetta è stata scoperta analizzando i libri dei cerimonieri della Cattedrale di Novara, di fine secolo XV, che illustrano i riti della Cattedrale di Novara.Da essi si evince che, in alcune feste stabilite veniva distribuito un pane a quanti partecipavano alla liturgia. In passato per renderlo più gustoso era mescolato con delle spezie.In particolare,da un manoscritto dell’Archivio Capitolare del secolo XVIII,si evince che esso era preparato con farina di frumento,zafferano, miele e frutta passa secondo le stagioni.

  • farina bianca 00 500g.cattedrale
  • Zucchero 200g.
  • Burro 180 g.
  • uova 5
  • lievito vanigliato 1 bustina
  • buccia di 1 limone
  • grappa di nebbiolo 2 bicchieri
  • latte 1 bicchiere
  • frutta (albicocche) 5
  • frutta prugne 5

Preparazione

La sera prima della preparazione, dell’Antico Dolce della Cattedrale di Novara, snocciolate le prugne e le albicocche e tagliatele a fettine, quindi mettetele in infusione sotto la grappa di nebbiolo, fino a ricoprirle, per circa 24 ore. 

Impastate la farina con lo zucchero, le uova, il burro ammorbidito, il latte, la buccia di limone tritata fine fine e per finire lo lievito. Amalgamate bene il tutto e lasciatelo lievitare.

A questo punto aggiungete la frutta sotto grappa e mescolate il tutto, stendete quindi l’impasto in una teglia da forno precedentemente imburrata.

Cuocete il dolce in forno preriscaldato a 180° per 45 min. A cottura terminata togliete dal forno e lasciatela riposare per almeno 12 ore (meglio 24 ore) prima di servirla e degustarla.


 

RUTTI MA BUONI
Brutti da vedere, forse, ma sicuramente buoni di mangiare. I Brutti ma buoni si confezionano mescolando l’albume montato con mandorle, zucchero e profumando con vaniglia. Questi dolci vennero prodotti per la prima volta nel lontano 1869 a Borgomanero.

  • 250 g di nocciolebrutti buoni
  • 300 g di zucchero a velo
  • 5 albumi
  • burro per ungere la placca

Dopo aver tostato le nocciole in forno, liberatele della pellicina e tritatele grossolanamente.
In una casseruola ampia (ideale se di rame), montate a neve gli albumi, aiutandovi con la frusta, quindi unite il trito delle nocciole e lo zucchero a velo; ora, passate su fiamma docile, e sempre mescolando, amalgamate il composto.
Sopra la placca appena imburrata, disponete mucchiettini dell’impasto, distanziati tra loro, pasate in forno piuttosto basso (140°-160°) di calore e lasciate cucinare per circa 25 minuti. Servite i biscottini freddi.
Variante: Molti preparano l’impasto lavorando lo stesso quantitativo di zucchero e di nocciole.


LE OSSA DA MORDERE
Altro dolce tipico di Borgomanero, simile ai Brutti ma buoni, anche come “età”. Per ottenere le Ossa da mordere si utilizzano infatti gli stessi ingredienti dei Brutti ma buoni, con l’aggiunta della farina, che rende il biscotto duro.

  • 250 g di farinaossa mordere
  • 100 g di nocciole
  • 100 g di mandorle dolci
  • 400 g di zucchero
  • 2 albumi
  • il succo di un limone
  • burro per ungere la placca
  • farina

In una ciotola ampia, intridete la farina con gli albumi e lo zucchero, profumate con succo di limone, aggiungete le nocciole e le mandorle intere e seguitate a lavorare fino ad ottenere un composto piuttosto sodo. Sulla spianatoia (tagliere) allungate l’impasto come a formare un serpentello, che tagliate a fettine sottili 1/2 cm e lavorate per formarne tante piccole ossa.
Disponete i biscotti sopra una placca, imburrata e infarinata, quindi passate in forno (già caldo a 180°C) per circa 20 minuti. Sfornate e lasciate raffreddare. Servite fredde.


IL GRAMOLINO DI GALLIATE
Tipico di Galliate, questo dolce si ottiene con zucchero, farina, burro, uvetta; viene poi lucidato con uova e ricoperto di granella di zucchero. Erano preparati in passato unicamente in occasione della ricorrenza di San Giuseppe, il 19 marzo, ma oggi sono confezionati da laboratori pasticceri artigiani anche durante tutto l’anno.

Ingredienti per circa 6 gramolini:gramolino
400 g di farina
150 ml di latte
10 g di lievito fresco
80 g di zucchero
1 uovo intero
50 g di burro a temperatura ambiente
uvetta a piacere
1 pizzico di sale
Granella di zucchero in quantità

Unire la farina, lo zucchero, l’uovo, il lievito, il latte e un pizzico di sale e amalgare bene il tutto. Quando l’impasto ha raggiunto una certa consistenza aggiungere il burro a pezzettini e le uvette e impastare il tutto molto bene.
Lasciare lievitare per almeno mezzora, intanto riscaldare il forno a 180°.

Quando l’impasto è ben lievitato preparare dei filoncini lunghi circa 20 cm, spennellarli con latte e un uovo sbattuto e cospargerli con abbandante granella di zucchero.
Infornare quindi nel forno già caldo per circa 20 minuti. Se dopo i primi 10 minuti notate che i gramolini si stanno scurendo troppo, copriteli con un foglio di carta di alluminio per i restanti 10 minuti.


 

LE BEATINE DI GHEMME
La storia di questi biscotti realizzati con farina, burro, zucchero, uova, latte, lievito e aromi naturali è legata alla fede per la Beata Panacea, martire 15enne uccisa mentre pregava dalla matrigna. La loro forma ricorda la Beata in ginocchio con le mani giunte e con i tre fusi in testa, simbolo del suo martirio.

I BISCOTTI AL GHEMME DOCG
Dall’unione della sapienza dei pasticceri delle Colline Novaresi con il buon vino che qui si produce sono nati questi deliziosi biscottini, che possono essere gustati da soli o intinti in creme o zabaione. Nel Novarese vengono inoltre preparati anche i biscottini di riso, tra cui i più particolari sono i biscottini di Riso Venere.

I BACI DI FARA
Piccoli bocconcini di un delicato impasto di mandorle, nocciole e cacao, sono prelibatezza uniche. Vengono proposti sciolti o nelle confezioni “a bauletto”. Nella stagione più fredda si trovano anche i Baci di Fara al rum.

LE MARGHERITINE DI ORTA
Burrose e friabilissime, le Margheritine devono la loro eccezionale fragranza all’utilizzo di tuorli sodi, passati al setaccio fino ad ottenere quasi una farina.

firma-cella

 

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