COS’E’ il PIEMONTE

Prima di tutto è l’unica regione italiana in cui è presente l’oro, in grandi quantità. Già, proprio così. Nei secoli ne è stato estratto solo una piccola parte, la maggioranza è ancora presente nella pancia delle Alpi piemontesi.

Lo dice chiaramente il nome: si trova ai piedi del monti. Chi vive o si reca in Piemonte deve aspettarsi creste alpine mozzafiato, verdi pascoli, ampi laghi con appariscenti dimore storiche, città d’arte brulicanti di vita, vistose residenze sabaude e borghi d’altri tempi.
Se avete deciso di passare un po’ di tempo nella regione alpina detta PIEMONTE potete cominciare a dedicare le vostre attenzioni alle Isole Borromee sul Lago Maggiore che con le loro dimore storiche ed i loro prestigiosi giardini o magari potrebbe capitarvi il Lago d’Orta, che con il suo noto borgo di Orta san Giulio è talmente bello da sembrare un dipinto.
Non vi annoierete senz’altro facendo trekking vicino al re delle Alpi Cozie, il Monviso, o cercando di avvicinare il Monte Rosa, tra incantevoli scorci ed i rifugi in stile Walser, per poi passare ai Sacri Monti, patrimonio UNESCO  come Sacro Monte di Varallo, Sacro Monte di Orta, Sacro Monte di Serralunga di Crea, Sacro Monte di Oropa, Sacro Monte di Belmonte, Sacro Monte di Ghiffa, Sacro Monte di Domodossola.

E ancora la Reggia di Venaria, il Castello di Masinole residenze sabaude di Racconigi e Stupinigi: rischierebbero solo di sedurvi e non vorrete più andare via. Dicono che succeda.
Se citiamo poi le Langhe, che chissà perché sono patrimonio Unesco. Cos’avranno poi se non meravigliose colline con vitigni ed antichi poderi, borghi arroccati dal sapore di mosto e tartufo e cantine aperte ai curiosi!? Incredibili scorci tra Barolo, Barbaresco, Serralunga e via dicendo, ospitano i vini tra i più grandi al mondo. Non dimentichiamo di dare un’occhiata ai borghi, 14 borghi più belli d’Italia piemontesi, dicono che se decidete di visitarli, sarà difficile uscirne, ve ne innamorerete.

L’INVERNO non SOLO NEVE

Nel caso voleste passare le vostre vacanze invernali in Piemonte ricordatevi che fa freddo, ma non troppo però. Gli appassionati di sport invernali dovranno darsi da fare suoi 1273 chilometri di piste da sci in comprensori “full optional” come la blasonata Via Lattea di Sestriere, il Monterosa Ski o il Mondolé Ski giusto per dirne alcuni. Per non parlare delle piste di sci di fondo, come quella olimpica di Pragelato (la più lunga d’Europa), i percorsi per racchette da neve sparsi in tutta la regione, lo sleddog ed altre decine di attività. Se il freddo vi attanaglia vi toccherà rifugiarvi all’interno del Museo Egizio di Torino (secondo solo a quello del Cairo), trovare conforto dentro Palazzo Madama, patrimonio Unesco, o del Palazzo Reale, tutti a Torino. Potrete scaldarvi all’interno della Mole Antonelliana con il suo Museo del Cinema o all’interno di Palazzo Carignano, sede del primo parlamento italiano, tutti nella capitale.

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SI MANGIA ANCHE?

Che ci sarà mai di speciale nel tartufo d’Alba in un piatto di Tajarin al burro?
I piemontesi con le loro materie prime di presidio slow food come la Salsiccia di Bra, i porri di Cervere, la nocciola di Alba, la menta di Pancalieri, i formaggi d’alpeggio o la carne di Fassona piemontese. Giusto per dirne alcuni. Con questi prodotti è facile cucinare piatti buoni, non bisogna certo essere bravi chef. Quindi che bisogno c’era di inventarsi il Vitello tonnato, gli Agnolotti al plin, le Ravioles, il Fritto misto piemontese, la Finanziera o la Bagna caoda? La regione che vanta il maggior numero di piatti in Italia e oltre, il maggior numero di prodotti e di DOCG e DOC.

E se a Torino sono nati i Giandujotti, si sa che questi sono solo la base della capitale del cioccolato.
Infatti la tradizione dolciaria piemontese si compone anche di amaretti di Mombaruzzo, di Bonet, di Baci di dama e del blasonato Bicerin, un’istituzione torinese.

Non si vive infatti solo di Nutella. Ma anche di cioccolato Caffarel e Novi. La scelta enogastronomica piemontese è per tutti i gusti e per tutte le tasche e può accontentare turisti di ogni genere, ma non basta.

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L’ACQUA in VINO

Le acque minerali del Monviso sono esportate in tutto il mondo e, udite udite, anche sulla stazione spaziale internazionale. Le etichette vinicole della regione delle Langhe? C’è bisogno di elencarle? Agli astemi, forse. Avete mai sentito nominare il Barbera, il Barolo, il Barbaresco, il Nebbiolo o l’Arneis?
Il mondo dei microbirrifici è in continuo fermento e la birra Baladin è ormai esportata in tutto il mondo. Realtà birraie più piccole come Elvo a Biella o Beba a Villar Perosa (TO) continuano a produrre birre ricercate e strutturate. Meglio una commerciale Moretti, è meno impegnativa.
C’è poi il Vermouth, bevanda un po’ retrò perfetta per gli aperitivi torinesi.
Lasciate poi perdere i digestivi come il Serpul, il San Simone, il Genepy o il Barathier, liquori estratti dalle erbe alpine, che spopolano in ogni angolo del mondo.

In questa terra sono nati il cinema, la TV italiana, il campionato di calcio, il primo Personal Computer della storia, la grappa (o branda Pistapauta 1443 ancora in produzione), gli Alpini, la Nutella, i Pavesini, il Crodino, gli Autogrill…e via dicendo.

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