VINI E VITIGNI DEL PIEMONTE

Questa regione – come indica anche l’etimologia della parola – è a ridosso dell’arco alpino e i monti che la racchiudono delimitano nettamente i confini con la Liguria, la Francia, la Valle d’Aosta e la Svizzera. Solo da un lato, ad est, si apre verso la pianura padana e confina con la Lombardia e l’Emilia. Il Piemonte vanta una celebrità vinicola millenaria: furono i Greci a portare per primi i vini di qualità in questa regione come, d’altra parte, anche nel resto d’Italia. Ai carichi di vino seguirono ben presto i trasporti di barbatelle e di talee che servirono a costituire i primi vigneti, dando il via a molte iniziative locali con risultati eccellenti. Oggi il Piemonte è una regione ricca di magnifici vini che fanno onore all’enologia nazionale.

Quanti e quali sono i vini del Piemonte? Da dove provengono e quali sono le loro caratteristiche? Ci siamo accorti, girando per il web, che non esiste un elenco completo e dettagliato di tutti ma, porzioni spezzettate riguardanti i più conosciuti o, al limite, descrizioni di prodotti in zone ben definite ma, nessuno, da che noi ne sappiamo, ha mai compilato e pubblicato un elenco completo. Con tanta pazienza, come abbiamo fatto per i castelli in Piemonte, ci siamo messi a compilare un elenco, speriamo definitivamente completo, di tutti i nostri vini in modo da poterlo consultare quando si ha un dubbio o una curiosità. Crediamo di aver fatto un discreto lavoro e, se così non fosse, fatecelo sapere e provvederemo a correggere le eventuali imperfezioni. La nostra Regione ha una storia millenaria riguardo ai vini che, come nella maggior parte del Paese sono stati inizialmente introdotti dai Greci e poi, col passare dei secoli, ogni stato-regione italiana ha subito le influenze dei Signori governatori che, lentamente hanno fatto si che in ogni regione vi siano vini e modi di lavorazione di essi diversi e unici. Non dimentichiamo che i nostri emigrati sia italiani che in special modo Piemontesi hanno influito nel divulgare la cultura viti-vinicola in molti Paesi del mondo ed in particolare la California dove, emigranti piemontesi e veneti insieme hanno dato il via alla costruzione di uno dei territori vinicoli tra i migliori al mondo (ItalianSwissColony di Asti CA).

ASTI SPUMANTE o ASTI SECCO – Nelle province di Alessandria, Asti e Cuneo, esclusivamente con le uve di Moscato bianco, si produce un tipico vino piemontese in due tipo-logie diverse.

  • Moscato d’Asti – è un vino dal colore paglierino più o meno intenso; limpidezza brillante; odore caratteristico, fragrante; sapore dolce, aromatico, caratteristico, talvolta vivace. Gradazione minima: 11°. Uso: da fine pasto. È consentito che questo vino possa essere destina-to, entro il 30 giugno successivo alla vendemmia, alla elaborazione dell’ “Asti Spumante”, se corrisponde alle caratteristiche previste dal disciplinare di produzione.

  • Asti o Asti Spumante – con una spumantizzazione effettuata con il metodo della fermentazione naturale in bottiglia o in autoclave si ottiene questo vino dalla spuma fine e persistente; limpidezza bril-lante; colore da paglierino a dorato assai tenue; odore caratteristico, spiccato, delicato; sapore aromatico, caratteristico, delicatamente dolce, equilibrato. Gradazione minima: 12°. Uso: da fine pasto.

BARBARESCO – Questo vino, che proviene dalle uve dei vitigni Nebbiolo delle sotto-varietà Michet, Lampia e Rosé, ha preso il nome dal comune omoni-mo in provincia di Cuneo. È un ottimo vino di colore rosso granato con riflessi arancioni; profumo caratteristico, etereo, gradevole, intenso; sapore asciutto, pieno, robusto, austero ma vellutato. Gradazione minima: 12,5°. Invecchiamento obbligatorio: due anni; quattro anni per la “riserva”. Uso: da arrosto.

BAROLO – Meraviglioso vino da arrosto che si produce con le uve di Nebbiolo delle sottovarietà Michet, Lampia e Rosé maturate in una ristretta zona delle Langhe che fa capo a Barolo in provincia di Cuneo. Ha un colore rosso granato con riflessi arancioni; profumo caratteristico, etereo, gradevole, intenso; sapore asciutto, pieno, robusto, austero ma vellutato. Gradazione minima: 13°. Invecchiamento obbligatorio: tre anni; cinque anni per la “riserva”. Uso: da arrosto. La denomina-zione “Barolo chinato” è consentita per il vino aromatizzato, prepa-rato utilizzando come base il vino Barolo.

BRACHETTO d’ACQUI– Esclusivamente con le uve del vitigno Brachetto, provenienti da vigne-ti collinari situati nei territori amministrativi di diciotto comuni della provincia di Asti e di otto comuni della provincia di Alessandria, tra cui Acqui Terme, si ottiene questo tipico vino dal colore rosso rubino di media intensità e tendente al granato chiaro o rosato; aroma muschia-to, molto delicato, caratteristico; sapore dolce, morbido, delicato. Gradazione minima: 11,5°. Uso: da fine pasto. Viene prodotto anche nel tipo “spumante”, con spuma fine e persistente e stesse caratteri-stiche del tipo tranquillo. Gradazione minima: 12°.

DOLCETTO di DOGLIANI o SUPERIORE – Nell’intero territorio dei comuni di Bastia, Belvedere Langhe, Clavesana, Cigliè, Dogliani (da cui il nome), Farigliano, Monchiero, Rocca di Cigliè e in parte di quelli di Rodino e Somano, in provincia di Cuneo, esclusivamente con le uve di Dolcetto, si produce questo vino dal colore rosso rubino; odore fruttato e caratteristico; sapore asciutto, ammandorlato, armonico. Gradazione minima: 13°. Invecchiamento obbligatorio: un anno, a decorrere dal 15 ottobre del-l’anno di raccolta delle uve. Immissione al consumo: a partire dal 1° novembre dell’anno successivo alla vendemmia. Uso: da arrosto.

GATTINARA – Nel comune di Gattinara, in provincia di Vercelli, con le uve di Nebbiolo (Spanna) e con l’eventuale piccola aggiunta di Vespolina e Bonarda di Gattinara, si ottiene questo vino, noto da secoli, ma diproduzione piuttosto limitata. Ha un colore rosso granato tendente all’aranciato; profumo fine che ricorda quello della viola specie se molto invecchiato; sapore asciutto, armonico, con caratteristico fondo amarognolo. Invecchiamento obbligatorio: tre anni. Gradazione minima: 12,5°. Con un invecchiamento non inferiore ai quattro anni e con una gradazione minima di 13°, questo vino può portare in etichetta la menzione aggiuntiva “riserva”. Uso: da arrosto.

GAVI o CORTESE di GAVI – Questo gradevole vino bianco viene prodotto nella zona collinare del territorio di dieci comuni della provincia di Alessandria, tra cui Gavi (da cui il nome). Si ottiene vinificando le sole uve del vitigno Cortese (localmente noto come Courteis) e si presenta di aspetto limpido; colore paglierino più o meno intenso; odore caratteristico, delicato; sapore asciutto, gradevole, di gusto fresco ed armonico. Gradazione minima: 10,5°. Viene prodotto anche nei tipi “frizzante” e “spumante”. Uso: da aperitivo, da pesce.

GHEMME – In parte del territorio comunale di Ghemme e di Romagnano Sesia, in GHEMME provincia di Novara, con le uve del vitigno Nebbiolo, localmente denominato Spanna (minimo 75%), e con quelle di Vespolina e/o Uva rara (massimo 25%) si ottiene questo vino dal colore rosso rubino con riflessi granata; profumo caratteristico, fine, gradevole ed etereo; sapo-re asciutto, sapido, con fondo gradevolmente amarognolo, armonico. Gradazione minima: 12°. Invecchiamento obbligatorio: tre anni, di cui venti mesi in botti di legno e nove mesi di affinamento in bottiglia. Può fregiarsi della menzione “riserva” il prodotto rispondente alle seguenti caratteristiche: colore rosso rubino tendente al granata; pro-fumo caratteristico, fine, gradevole ed etereo; sapore sottile, asciutto, sapido, armonico, austero ma vellutato, con fondo gradevolmente amarognolo. Gradazione minima: 12,5°. Invecchiamento obbligato-rio: quattro anni, di cui venticinque mesi in botti di legno e almeno nove mesi di affinamento in bottiglia. Uso: da arrosti, da formaggi sta-gionati e saporiti.

ROERO – Nell’intero territorio amministrativo dei comuni di Canale, ROERO Corneliano d’Alba, Piobesi d’Alba e Vezza d’Alba e in parte di quello di altri quindici comuni limitrofi, in provincia di Cuneo, si produce il vino a denominazione di origine controllata e garantita “Roero”. Tale denominazione senza alcuna specificazione aggiuntiva è riservata al vino:

  • Rosso – ottenuto da uve di Nebbiolo (minimo 95%), a cui possono essere aggiunte, congiuntamente o disgiuntamente, quelle di altri vitigni a bacca nera, non aromatici, idonei alla coltivazione nella regione Piemonte (massimo 5%); ha colore rosso rubino o granato; odore fruttato, caratteristico e con eventuale sentore di legno; sapore asciutto, di buon corpo, armonico ed eventualmente tannico. Gradazione minima: 12,5°. Invecchiamento obbligatorio: venti mesi, di cui almeno sei in legno, a partire dal 1° novembre dell’anno di rac-colta delle uve, che diventano trentadue per la “riserva”. Immissione al consumo: dal 1° luglio del secondo anno successivo alla vendem-mia; dal 1° luglio del terzo anno successivo alla vendemmia per la “riserva”. Uso: da pasto o da arrosto.

Fanno parte di questa denominazione anche i seguenti vini bianchi con specificazione di vitigno:

  • Arneis – prodotto con le sole uve del vitigno omonimo; ha colore paglierino; odore delicato, fresco e con eventuale sentore di legno; sapore elegante, armonico ed eventualmente tannico. Gradazione minima: 11°. Uso: da pesce.

  • Arneis Spumante – ottenuto sempre ed esclusivamente con le uve del vitigno corrispondente; ha spuma fine e persistente; colore paglierino più o meno intenso; odore delicato, fruttato, fresco, con eventuali sen-tori che possono ricordare il lievito, la crosta di pane e la vaniglia; sapo-re elegante e armonico. Gradazione minima: 11,5°. Uso: da aperitivo.

ALBUGNANO – Nell’intero territorio amministrativo dei comuni di Albugnano, Pino d’Asti, Castelnuovo Don Bosco e Passerano-Marmorito, tutti in provin-cia di Asti, con le uve di Nebbiolo (minimo 85%) e con quelle di Freisa e/o Barbera e/o Bonarda (massimo 15%) si producono questi vini:

  • Rosso – dal colore rosso rubino più o meno intenso; profumo delica-to, caratteristico, talvolta vinoso; sapore dal secco all’abboccato, di discreto corpo, più o meno tannico, di buona persistenza, talvolta vivace. Gradazione minima: 11,5°. Uso: da pasto.

  • Rosato – dal colore che varia dal rosato al cerasuolo; profumo delica-to, gradevole, fruttato, talvolta vinoso; sapore dal secco all’abboccato, di buona persistenza, talvolta vivace. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto.

  • Superiore – dal colore rosso rubino più o meno intenso, talvolta con riflessi granati; profumo delicato, caratteristico; sapore etereo, di corpo, più o meno tannico, di buona persistenza. Gradazione minima: 11,5°. Invecchiamento obbligatorio: un anno (a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello della vendemmia), di cui almeno sei mesi in botti di rovere. Uso: da pasto.

ALTA LANGA – La denominazione di origine “Alta Langa” è riservata al vino spu-mante ottenuto, secondo il metodo tradizionale o classico, con le uve dei vitigni Pinot nero e/o Chardonnay (90-100%), a cui possono esse-re aggiunte quelle di altre varietà, non aromatiche, raccomandate o autorizzate nelle unità amministrative dell’ampia zona di produzio-ne, comprendente il territorio amministrativo di centoquarantanove comuni delle province di Cuneo, Asti e Alessandria, nelle tipologie:

  • Bianco – con spuma fine e persistente; limpidezza brillante; colore giallo paglierino più o meno intenso; odore netto, fruttato e com-plesso, con sentori che ricordano il lievito, la crosta di pane e la vani-glia; sapore secco, sapido e ben strutturato. Gradazione minima: 11,5°. Uso: da aperitivo.

  • Rosato – con spuma fine e persistente; limpidezza brillante; colore rosato più o meno intenso; odore netto, fruttato e complesso, con sentori che ricordano il lievito, la crosta di pane e la vaniglia; sapo-re secco, sapido e ben strutturato. Gradazione minima: 11,5°. Uso: da antipasto.

  • Rosso – con spuma fine e persistente; limpidezza brillante; colore rosso rubino più o meno intenso; odore netto, fruttato e complesso, con sentori che ricordano il lievito, la crosta di pane e la vaniglia; sapore secco, sapido e ben strutturato. Gradazione minima: 11,5°. Uso: da pasto.

BARBERA d’ALBA – Nella zona collinare di Alba, in provincia di Cuneo, si produce, con le uve di Barbera, l’omonimo vino dal colore rosso rubino intenso da giovane e con tendenza al rosso granato dopo l’invecchiamento; odore vinoso intenso, caratteristico, profumo delicato; sapore asciut-to, di corpo, leggermente tannico che, dopo l’invecchiamento, diven-ta pieno e armonico. Gradazione minima: 12°. Uso: da pasto. Invecchiamento obbligatorio: un anno per il tipo “superiore” con una gradazione di 12,5°.

BARBERA d’ASTI – Ottenuto in un ampio territorio delle provincie di Asti e Alessandria, dalle uve del vitigno Barbera (85-100%), a cui possono essere aggiunte quelle di Freisa e/o Grignolino e/o Dolcetto (massimo 15%) , que-sto vino ha colore rosso rubino, tendente al granato con l’invecchia-mento; odore vinoso con profumo caratteristico, tendente all’etereo con l’invecchiamento; sapore asciutto, tranquillo, di corpo, con ade-guato invecchiamento più armonico, gradevole, di gusto pieno. Gradazione minima: 12°. Uso: da pasto. Il tipo “superiore”, con una gradazione minima di 12,5° e un invecchiamento non inferiore ad un anno (a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo alla vendem-mia), di cui almeno sei mesi in botti di rovere, può fregiarsi anche della specificazione di una delle tre sottozone ammesse.

  • Colli Astiani o Astiano – è il vino prodotto nell’intero territorio dei comuni di Mongardino, Vigliano, Montegrosso d’Asti, Montaldo Scarampi, Rocca d’Arazzo, Azzano e in parte di quello di Isola d’Asti e di Asti, nell’omonima provincia, con le uve di Barbera (minimo 90%) ed eventualmente con quelle degli altri tre vitigni a bacca nera indicati in precedenza; ha colore rosso rubino intenso, tendente al granato con l’invecchiamento; odore intenso, caratteristico, etereo; sapore secco, corposo, armonico e rotondo. Gradazione minima: 13°. Invecchiamento obbligatorio: due anni (a partire dal 1° ottobre del-l’anno della vendemmia), di cui almeno sei mesi in botti di legno e sei mesi in bottiglia. Uso: da arrosto.

  • Nizza – è il vino prodotto nel territorio amministrativo di diciotto comuni della provincia di Asti, tra cui Nizza Monferrato, con le uve di Barbera (minimo 85%), a cui possono essere aggiunte quelle di Freisa e/o Grignolino e/o Dolcetto; ha colore rosso rubino, tendente al gra-nato con l’invecchiamento; odore intenso, caratteristico, etereo; sapore secco, corposo, armonico e rotondo. Gradazione minima: 13°. Invecchiamento obbligatorio: diciotto mesi (a decorrere dal 1° gen-naio successivo alla vendemmia), di cui almeno sei in botti di legno. Uso: da arrosto.

  • Tinella – è il vino prodotto nell’intero territorio dei comuni di Costigliole d’Asti, Calosso, Castagnole Lanze, Coazzolo ed Isola d’Asti (limitatamente al territorio situato a destra della strada Asti-Montegrosso), in provincia di Asti, tra cui Nizza Monferrato, con le stesse uve del tipo precedente; ha colore rosso rubino intenso, ten-dente al granato con l’invecchiamento; odore intenso, caratteristico, etereo; sapore secco, corposo, armonico e rotondo. Gradazione mini-ma: 13°. Invecchiamento obbligatorio: due anni (a partire dal 1° otto-bre dell’anno della vendemmia), di cui almeno sei mesi in botti di legno e sei mesi in bottiglia. Uso: da arrosto.

BARBERA del MONFERRATO – La zona di produzione di questo vino ricade in parte nella provincia di Alessandria ed in parte in quella di Asti. È ottenuto dalle uve del vitigno Barbera con una eventuale piccola percentuale (massimo 15%) di Fresia, Grignolino e Dolcetto. Ha un colore rosso rubino più o meno intenso; odore vinoso; sapore asciutto o leggermente abboccato, mediamente di corpo, talvolta vivace o frizzante. Gradazione minima: 11,5°. Uso: da pasto. Con un invecchiamento obbligatorio di un anno ed una gradazione di 12,5° può avere la qualificazione “superiore”.

BOCA – In prevalenza con le uve di Nebbiolo (Spanna) e con quelle di Vespolina e Bonarda novarese (Uva rara), raccolte sulla sponda sinistra del fiume Sesia (provincia di Novara), si ottiene questo vino dal colore rosso rubino brillante con leggere sfumature di granato; odore caratteristico e gradevole profumo di mammola; sapore sapido, asciutto, armonico con retrogusto di melagrana. Invecchiamento obbligatorio: tre anni. Gradazione minima: 12°. Uso: da arrosto.

BRAMATERRA – Nel territorio comunale di Masserano, Brusnengo, Ruino, Villa del Bosco e Sostegno, in provincia di Biella, e in quello di Roasio e Lozzolo, in provincia di Vercelli, con le uve di Nebbiolo, localmente detto Spanna (50-70%), Croatina (20-30%), Bonarda e/o Vespolina (10-20%), si produce questo vino dal colore rosso granato con riflessi aranciati, che si attenua con il tempo; profumo caratteristico, intenso, lievemente etereo, che si affina con l’invecchiamento; sapore pieno e asciutto, vellutato, con gradevole sottofondo amarognolo, fine ed armonico. Gradazione minima: 12°. Invecchiamento obbligatorio: due anni, di cui almeno diciotto mesi in legno, a decorrere dal 1° gennaio successivo alla vendemmia; tre anni per la “riserva”. Uso: da pasto o da arrosto.

CANAVESE – A nord del capoluogo piemontese, nell’omonima zona e più precisa mente nell’intero territorio di novantotto comuni in provincia di Torino, sette comuni in provincia di Biella e un comune in provincia di Vercelli, vengono prodotti vini a denominazione di origine “Canavese” nei tipi:

  • Bianco – con le sole uve del vitigno Erbaluce; ha colore giallo paglierino; odore caratteristico, fruttato, intenso, gradevole; sapore asciutto, armonico. Gradazione minima: 10°. Uso: da pesce.

  • Rosso – con le uve di Nebbiolo e/o Barbera e/o Bonarda e/o Freisa e/o Neretto (minimo 60%) ed eventualmente con quelle di altri vitigni non aromatici della zona; ha colore rosso rubino più o meno intenso; odore intenso, caratteristico, vinoso; sapore asciutto, armonico. Gradazione minima: 10,5°. Uso: da pasto. Viene prodotto anche nel tipo “novello”.

  • Rosato – con le stesse uve del tipo rosso; ha colore che varia da rosato a rubino chiaro; odore delicato, gradevole, vinoso; sapore asciutto, armonico. Gradazione minima: 10,5°. Uso: da pasto.

  • Barbera – con le uve del vitigno omonimo (minimo 85%), a cui pos-sono essere aggiunte quelle di altri vitigni a bacca di colore analogo; ha colore rosso rubino più o meno intenso, talora con riflessi violacei; odore vinoso caratteristico, leggermente fruttato; sapore asciutto, armonico, di buon corpo. Gradazione minima: 10,5°. Uso: da pasto.

  • Nebbiolo – con le uve del vitigno corrispondente (minimo 85%) ed eventualmente con quelle di altri vitigni a bacca di colore analogo della zona; ha colore rosso rubino o granato, talvolta con riflessi aran-ciati; odore caratteristico, delicato, leggermente floreale; sapore secco, asciutto, armonico, di buon corpo, leggermente tannico. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto.

CAREMA – All’estremo lembo nord della provincia di Torino, nel territorio comunale di Carema, con le uve del vitigno Nebbiolo (minimo 85%), a cui possono essere aggiunte quelle di altri vitigni a bacca rossa, non aromatici, raccomandati o autorizzati nella zona, si ottiene questo vino dal colore rosso rubino volgente al granato; odore fine e caratte-ristico che ricorda la rosa macerata; sapore morbido, vellutato, di corpo. Gradazione minima: 12°. Invecchiamento obbligatorio: tre anni (a decorrere dal 1° novembre dell’anno di produzione delle uve); quattro anni per la “riserva”. Uso: da arrosto.

CISTERNA d’ASTI – Dai vigneti ubicati nel territorio collinare dei comuni di Antignano, Cantarana, Cisterna d’Asti (da cui il nome), Ferrere, San Damiano d’Asti e San Martino Alfieri, in provincia di Asti, e di Canale, Castellinaldo, Govone, Montà, Monteu Roero, Santo Stefano Roero e Vezza d’Alba, in provincia di Cuneo, con le uve del vitigno Croatina (minimo 80%), a cui possono essere aggiunte quelle di altri vitigni a bacca nera, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati nella zona, si ottiene questo vino dal colore rosso rubino intenso; odore intenso, fruttato e caratteristico; sapore vinoso, delicato e armonico, talvolta vivace. Gradazione minima: 11,5°. Immissione al consumo: a partire dal 15 novembre dell’anno della vendemmia. Si produce anche nel tipo “superiore” dal colore che varia da rosso rubino intenso a rosso granato con l’invecchiamento; odore intenso, delicato e caratteristi-co; sapore secco, delicato e armonico. Gradazione minima: 12°. Invecchiamento obbligatorio: dieci mesi, a decorrere dal 1° novembre dell’anno di raccolta delle uve. Uso: da pasto.

COLLI TORTONESI – Nella fascia collinare del Tortonese, ovvero in tutto o parte del terri-torio amministrativo di una trentina di comuni della provincia di Alessandria, tra cui Tortona, si producono i seguenti vini bianchi, rossi e rosati, con e senza specificazione di vitigno:

  • Bianco – con le uve di Cortese e/o Favorita e/o Müller Thurgau e/o Pinot Bianco e/o Pinot Grigio e/o Riesling Italico e/o Riesling Renano e/o Barbera Bianca e/o Chardonnay e/o Sauvignon e/o Sylvaner Verde e/o Timorasso; ha colore paglierino più o meno intenso; odore inten-so, gradevole; sapore fresco, secco, talvolta vivace. Gradazione mini-ma: 10°. Uso: da aperitivo o da pesce.

  • Rosso – con le uve di Aleatico e/o Barbera e/o Bonarda Piemontese e/o Dolcetto e/o Freisa e/o Grignolino e/o Pinot Nero e/o Cabernet Franc e/o Cabernet Sauvignon e/o Croatina e/o Lambrusca di Alessandria e/o Merlot e/o Nebbiolo e/o Sangiovese; ha colore rosso; odore vinoso, gradevole; sapore asciutto, armonico, talvolta vivace. Gradazione minima: 10°. Uso: da pasto.

  • Rosso Novello – con le stesse uve del tipo precedente; ha colore rosso rubino più o meno intenso; odore vinoso, persistente e caratteristico; sapore pieno, leggermente tannico. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto.

  • Chiaretto – con le stesse uve delle due tipologie precedenti; ha colo-re rosato o rosso rubino chiaro; odore vinoso, delicato, gradevole; sapore asciutto, fresco, talvolta vivace. Gradazione minima: 10°. Uso: da pasto.

  • Cortese – con le uve del vitigno corrispondente (95-100%), a cui pos-sono essere aggiunte quelle di altri vitigni a bacca bianca, non aro-matici, idonei alla coltivazione nella zona; ha colore paglierino chia-ro con riflessi verdognoli; odore delicato, gradevole, persistente, caratteristico; sapore secco, leggero, con una punta di amaro di man-dorla, talvolta vivace. Gradazione minima: 10°. Uso: da pesce.

  • Cortese Frizzante – con le stesse uve del tipo tranquillo; ha colore paglierino più o meno intenso; odore delicato, caratteristico; sapore secco o leggermente morbido, vivace, piacevole. Gradazione minima: 10,5°. Uso: da aperitivo o da pesce.

  • Cortese Spumante – con le stesse uve delle due tipologie precedenti; ha spuma fine e persistente; colore paglierino più o meno intenso; odore caratteristico, gradevole; sapore a volte di lievito, armonico, piacevole. Gradazione minima: 11,5°. Uso: da aperitivo.

  • Favorita – con le uve del vitigno omonimo (95-100%), a cui possono essere aggiunte quelle di altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, idonei alla coltivazione nella zona; ha colore paglierino più o meno carico; odore delicato, caratteristico; sapore secco, gradevolmente armonico, talvolta vivace. Gradazione minima: 10°. Uso: da pesce.

  • Moscato Bianco – con le sole uve di Moscato; ha colore paglierino o giallo dorato più o meno intenso; odore caratteristico e fragrante; sapore dolce, aromatico, talvolta frizzante, caratteristico dell’uva Moscato. Gradazione minima: 11°. Uso: da dessert.

  • Timorasso – con le uve dell’omonimo vitigno (minimo 95%) ed even-tualmente con quelle di altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, idonei alla coltivazione nella zona; ha colore giallo paglierino più o meno intenso; odore caratteristico e fragrante; sapore di buona strut-tura e armonico. Gradazione minima: 12°. Invecchiamento obbliga-torio: tredici mesi, a partire dal 1° novembre dell’anno della vendem-mia. Uso: da pasto.

  • Barbera – con le uve del vitigno corrispondente (minimo 85%), a cui possono essere aggiunte quelle di altri vitigni a bacca nera, non aro-matici, idonei alla coltivazione nella zona; ha colore rosso rubino carico, che con l’invecchiamento si attenua assumendo riflessi gra-nata; odore gradevolmente vinoso, con persistente profumo caratteri-stico; sapore secco, fresco, talvolta vivace, sapido, robusto, che si affi-na con l’età diventando pieno e rotondo. Gradazione minima: 11,5°. Uso: da pasto.

  • Barbera Superiore – con le stesse uve del tipo precedente; ha colore rosso rubino con riflessi granata; odore gradevolmente vinoso, con persistente profumo caratteristico; sapore secco, sapido, di corpo, che si affina con l’età diventando pieno e rotondo, talvolta con sentore di legno. Gradazione minima: 12,5°. Invecchiamento obbligatorio: tre-dici mesi, di cui sei in contenitori di legno, a decorrere dal 1° novem-bre dell’anno di raccolta delle uve. Uso: da arrosto.

  • Croatina – con le uve dell’omonimo vitigno (minimo 85%) ed even-tualmente con quelle di altri vitigni a bacca nera, non aromatici, ido-nei alla coltivazione nella zona; ha colore che varia dal rosso fino al rosso rubino intenso; odore intenso e gradevolmente vinoso con sen-tore caratteristico; sapore secco, sapido, di corpo, leggermente tanni-co e talvolta vivace. Gradazione minima: 12°. Uso: da pasto.

  • Dolcetto – con le uve del vitigno omonimo (minimo 85%), a cui pos-sono essere aggiunte quelle di altri vitigni a bacca di colore analogo, non aromatici, idonei alla coltivazione nella zona; ha colore rosso rubino tendente al violaceo; odore vinoso, caratteristico, gradevole; sapore asciutto, gradevolmente amarognolo, di corpo, armonico. Gradazione minima: 10,5°. Uso: da pasto.

  • Dolcetto Novello – con le stesse uve del tipo precedente; ha colore rosso rubino più o meno intenso; odore vinoso, persistente e caratte-ristico; sapore pieno, leggermente tannico. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto.

  • Monleale – è il vino ottenuto in una zona ben delimitata del territo-rio amministrativo dei comuni di Tortona, Viguzzolo, Castellar Guidobono, Casalnoceto, Volpeglino, Monleale (da cui il nome), Berzano di Tortona, Pozzolgroppo, Sarezzano, Montemarzino, Momperone, Montegioco, Casasco, Brignano Frascata e Volpedo, sempre in provincia di Alessandria, con le uve di Barbera (minimo 85%) ed eventualmente con quelle di altri vitigni a bacca di colore analogo, idonei alla coltivazione nella zona; ha colore rosso rubino carico, con sfumature granata; odore vinoso, intenso, persistente; sapore asciutto, armonico, di corpo, con lunga persistenza gusto-olfattiva. Gradazione minima: 12,5°. Invecchiamento obbligatorio: venti mesi, di cui sei in contenitori di legno, a decorrere dal 1° novembre dell’anno di raccolta delle uve. Uso: da pasto o da arrosto.

COLLINA TORINESE – Nell’intero territorio amministrativo di ventotto comuni della provincia di Torino, si producono i seguenti vini rossi, con e senza spe-cificazione di vitigno:

  • Rosso – con le uve di Barbera (minimo 60%) e di Freisa (minimo 25%), a cui possono essere aggiunte quelle di altri vitigni a bacca rossa, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati nella zona (massimo 15%); ha colore rosso rubino più o meno intenso; odore intenso, caratteristico, vinoso; sapore asciutto, armonico. Gradazione minima: 10,5°. Uso: da pasto. Si produce anche nel tipo “novello”.

  • Barbera – con le uve dell’omonimo vitigno (minimo 85%) ed even-tualmente con quelle di altri vitigni a bacca rossa, non aromatici, rac-comandati e/o autorizzati nella zona; ha colore rosso rubino intenso; odore vinoso, caratteristico; sapore secco, fresco, armonico e di buon corpo. Gradazione minima: 10,5°. Uso: da pasto.

  • Bonarda – con le uve del vitigno corrispondente (minimo 85%), a cui possono essere aggiunte quelle di altri vitigni a bacca rossa, non aro-matici, raccomandati e/o autorizzati nella zona; ha colore rosso rubi-no poco intenso; odore vinoso, intenso; sapore asciutto e caratteristi-co. Gradazione minima: 10,5°. Uso: da pasto.

  • Malvasia – con le uve di Malvasia di Schierano (minimo 85%) ed eventualmente con quelle di altri vitigni a bacca rossa, raccomandati e/o autorizzati nella zona; ha colore rosso cerasuolo; odore fresco e fragrante che ricorda l’uva d’origine; sapore dolce, leggermente aro-matico. Gradazione minima: 10°, di cui almeno 5,5° in alcol svolto. Uso: da dessert.

  • In una zona più ristretta, comprendente l’intero territorio comunale di Baldissero Torinese, Montaldo Torinese e Pavarolo e parte di quel-lo di Andezeno, Arignano, Castiglione Torinese, Chieri, Marentino e Pino Torinese, si produce invece il vino:

  • Pelaverga o Cari – con le uve dell’omonimo vitigno (minimo 85%), a cui possono essere aggiunte quelle di altri vitigni a bacca rossa, non aromatici, raccomandati e/o autorizzati nella zona; ha colore cerasuolo; odore fragrante dell’uva d’origine; sapore dolce, gradevole e caratteristico. Gradazione minima: 10°, di cui almeno 5° in alcol svolto. Uso: da dessert.

COLLINE NOVARESI – Nei vigneti collinari, di giacitura ed esposizione adatte, situati nel territorio di ventisei comuni della provincia di Novara, si producono diversi tipi di vino raggruppati sotto l’unica denominazione di origine controllata “Colline Novaresi”. Tale denominazione senza altra qualificazione aggiuntiva è riservata al vino:

  • Rosso – ottenuto dalle uve di Nebbiolo (minimo 30%), Uva rara (massimo 40%) e Vespolina e/o Croatina (massimo 30%), dal colore rosso più o meno intenso; odore intenso; sapore asciutto, armonico, pieno. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto.

  • La stessa denominazione è riservata anche ad altri vini rossi con specificazione di vitigno, prodotti con almeno l’85% di uve del vitigno corrispondente e con l’eventuale aggiunta di altre uve nere della zona.

  • Nebbiolo o Spanna – ha colore rosso più o meno intenso, talvolta rosato; odore intenso, caratteristico; sapore armonico, tipico. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto.

  • Uva Rara o Bonarda – ha colore rubino più o meno intenso; odore vinoso, fresco; sapore armonico, talvolta vivace. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto. Barbera – ha colore rosso rubino; odore vinoso coperto; sapore asciutto, talvolta vivace. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto.

  • Vespolina – ha colore rosso più o meno intenso; odore vinoso, fruttato; sapore asciutto, armonico. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto.

  • Croatina – ha colore rosso granato; odore vinoso, intenso; sapore asciutto. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto.

La denominazione “Colline Novaresi” è anche riservata al seguente vino bianco:

  • Bianco – ottenuto esclusivamente da uve del vitigno Erbaluce; ha colore paglierino più o meno intenso; odore fragrante, delicato; sapo re leggermente amarognolo, talvolta vivace. Gradazione minima: 11°.Uso: da pesce.

COLLINE SALUZZESI – In provincia di Cuneo, in vigneti collinari e soleggiati dell’intero ter-ritorio comunale di Pagno e Piasco e di parte di quello di Costigliole Saluzzo, Manta, Verzuolo, Busca, Brondello, Castellar e Saluzzo, si raccolgono le uve da cui si ottengono i seguenti vini rossi, con o senza specificazione di vitigno, riuniti sotto l’unica denominazione “Colline Saluzzesi”.

  • Rosso – prodotto con le uve di Pelaverga e/o Nebbiolo e/o Barbera (minimo 60%), a cui possono essere aggiunte quelle di altri vitigni a bacca rossa, non aromatici, autorizzati e raccomandati per la provin-cia di Cuneo; ha colore rosso rubino; odore fruttato, vinoso, intenso, caratteristico; sapore fresco, secco, fruttato, intenso, caratteristico. Gradazione minima: 10°. Uso: da pasto.

  • Pelaverga – ottenuto esclusivamente con le uve dell’omonimo viti-gno; ha colore rosso tenue; odore fine, delicato, fragrante, delicata-mente fruttato con sentore di ciliegia e lampone, speziato, caratteri-stico; sapore secco, armonico, morbido. Gradazione minima: 10°. Uso: da pasto se secco, da fine pasto se amabile.

  • Quagliano – prodotto con le sole uve del vitigno corrispondente; ha colore rosso tenue; odore delicatamente vinoso con sentore di viola e con aroma gradevole e caratteristico; sapore amabile e gradevolmente dolce, di medio corpo, fruttato, talvolta vivace. Gradazione mini-ma: 10°. Uso: da fine pasto.

  • Quagliano Spumante – ottenuto con mosti e vino prodotti esclusi-vamente con le uve del vitigno omonimo; ha spuma fine e persisten-te; colore rosso tendente al violaceo; odore delicatamente vinoso con sentore di viola, gradevolmente caratteristico; sapore gradevolmente dolce, di medio corpo, assai fruttato. Gradazione minima: 11°. Uso: da fine pasto.

CORTESE dell’ALTO MONFERRATO – Questo vino si ottiene dalle uve del vitigno Cortese coltivato nelle province di Asti e Alessandria ed eventualmente con altre uve bian-che (escluse quelle aromatiche) in percentuale non superiore al 15%; ha un colore paglierino chiaro, talvolta tendente al verdolino; odore caratteristico, delicato, molto tenue ma persistente; sapore asciutto, armonico, gradevolmente amaro. Gradazione minima: 10°. Uso: antipasti o da pasto leggero. Viene prodotto anche nel tipo “spumante” o “frizzante”.

COSTE della SESIA – Sulle colline che si affacciano sul fiume Sesia, nel territorio di diciotto comuni delle province di Vercelli e di Biella, si producono i seguenti tipi di vino, bianchi e rossi, con o senza specificazione di vitigno:

  • Bianco – con le sole uve del vitigno Erbaluce; ha colore giallo paglieri-no più o meno intenso; odore caratteristico, fine, intenso; sapore secco, armonico, caratteristico. Gradazione minima: 10,5°. Uso: da pesce.

  • Rosso – con le uve di Nebbiolo o Bonarda o Vespolina o Croatina o Barbera (minimo 50%), a cui possono essere aggiunte quelle di altri vitigni a bacca rossa della zona, esclusi quelli aromatici; ha colore rubino intenso, tendente all’aranciato se invecchiato; odore fine, intenso, caratteristico; sapore asciutto, armonico, tipico. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto. Viene prodotto anche nel tipo “novello”.

  • Rosato – con le stesse uve del tipo rosso; ha colore rosa più o meno intenso; odore delicato con fragranza caratteristica; sapore asciutto, armonico. Gradazione minima: 10,5°. Uso: da pasto.

  • Bonarda o Uva Rara – con le uve dell’omonimo vitigno (minimo 85%), a cui possono essere aggiunte quelle di altri vitigni a bacca rossa della zona, non aromatici; ha colore rosso rubino più o meno intenso; odore fine, intenso, persistente; sapore sapido, equilibrato, talvolta vivace. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto.

  • Croatina – con le uve del vitigno corrispondente (minimo 85%) ed eventualmente con quelle di altri vitigni a bacca rossa della zona, non aromatici; ha colore rosso vivo più o meno intenso; odore vinoso, caratteristico, intenso; sapore secco, equilibrato, di corpo. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto.

  • Nebbiolo o Spanna – con le uve del vitigno omonimo (minimo 85%), a cui possono essere aggiunte quelle di altri vitigni a bacca rossa della zona, non aromatici; ha colore granata tendente all’aranciato se invecchiato; odore intenso, caratteristico; sapore secco, di buon corpo, caratteristico. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto.

  • Vespolina – con le uve del vitigno corrispondente (minimo 85%) ed eventualmente con quelle di altri vitigni a bacca rossa della zona, non aromatici; ha colore rosso di buona intensità; odore molto caratteri-stico, intenso; sapore secco, giustamente tannico, talvolta vivace. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto.

DOLCETTO d’ACQUI Con le uve di uno fra i più importanti vitigni piemontesi, il Dolcetto, diffuso in varie province della regione, si ottiene questo vino che prende il nome dal comune di Acqui, in provincia di Alessandria, ed ha colore rosso rubino intenso, con tendenza al rosso mattone con l’invecchiamento; odore vinoso e sapore asciutto, morbido o amaro-gnolo. Gradazione minima: 11,5°. Uso: da pasto. Il tipo “superiore”, con un anno di invecchiamento obbligatorio, ha una gradazione minima di 12,5°.

DOLCETTO d’ALBA – E’ questo un altro rinomato Dolcetto preparato con le uve del vitigno omonimo prodotte sulle colline dell’Albese (Cuneo). Ha un colore rosso rubino tendente, a volte, al violaceo nella schiuma; odore vino-so, gradevole, caratteristico; sapore asciutto, gradevolmente amaro-gnolo, di buon corpo, armonico. Gradazione minima: 11,5°. Il tipo “superiore”, con un anno di invecchiamento obbligatorio, ha una gra-dazione minima di 12,5°. Uso: da pasto.

DOLCETTO d’ASTI – Dalle uve di Dolcetto, prodotte nella zona collinare astigiana, si ottiene questo vino dal colore rosso rubino vivo; odore vinoso, gradevole,caratteristico e sapore asciutto, vellutato, armonico. Gradazione minima: 11,5°. Il tipo “superiore” ha una gradazione di 12,5° e un invecchiamento obbligatorio di un anno. Uso: da pasto.

DOLCETTO delle LANGHE MONREGALESI– Con le uve raccolte sulle colline poste a cavallo del fiume Tanaro in provincia di Cuneo, si produce questo vino dal colore rosso rubino vivo; odore vinoso, gradevole, caratteristico; sapore asciutto, gradevole, amarognolo, di discreto corpo. Gradazione minima: 11°. Dolcetto delle Langhe Monregalesi – Con un invecchiamento di un anno ed una gradazione di 12° può portare in etichetta la qualificazione “superiore”. Uso: da pasto.

DOLCETTO di DIANO d’ALBA – Con le sole uve del vitigno Dolcetto, provenienti dai vigneti ubicati sulle colline dell’intero territorio comunale di Diano d’Alba, in provincia di Cuneo, si ottiene questo vino dal colore rosso rubino; odore fruttato e caratteristico, con eventuale sentore di legno; sapore asciutto, ammandorlato, armonico. Gradazione minima: 11,5°. Con una gradazione minima di 12,5° e un periodo di invecchiamento obbligatorio di dieci mesi, a decorrere dal 1° novembre dell’anno di raccolta delle uve, questo vino porta in etichetta la qualifica “superiore”. Uso: da pasto.

DOLCETTO di DOGLIANI – Nella stessa zona di produzione del Dolcetto di Dogliani Superiore DOCG e sempre con le sole uve di Dolcetto, si ottiene questo grade-vole vino dal colore rosso rubino; odore fruttato e caratteristico; sapo-re asciutto, ammandorlato, armonico. Gradazione minima: 11,5°. Uso: da pasto.

DOLCETTO di OVADA – Anche questo vino è ottenuto dalla vinificazione delle uve del vitigno Dolcetto, prodotto nella provincia di Alessandria. È un vino dal colo-re rubino piuttosto intenso; odore vinoso, caratteristico; sapore asciutto, morbido, gradevolmente amarognolo. Gradazione minima: 11,5°. Il tipo “superiore”, con un anno di invecchiamento, ha una gra-dazione di 12,5°. Uso: da pasto.

ERBALUCE di CALUSO – Esclusivamente con le uve del vitigno Erbaluce, provenienti da vigne-ti posti nel territorio di trentatré comuni della provincia di Torino, tra cui Caluso, di Moncrivello, in provincia di Vercelli, e di Roppolo, Viverone e Zimone, in provincia di Biella, si ottiene questo vino dalla limpidezza brillante; dal colore giallo paglierino; odore vinoso, fine, caratteristico; sapore secco, fresco, caratteristico. Gradazione mini-ma: 11°. Uso: da pesce.

Viene prodotto anche nel tipo “spumante”, con spuma leggera, evanescente; perlage fine e persistente; colore paglierino scarico; odore delicato, caratteristico; sapore asciutto, fresco, fruttato, caratteristico. Gradazione minima: 11,5°.

Con uve sottoposte ad un’accurata cernita e ad un periodo di appassimento, che deve protrarsi fino al 1° febbraio dell’anno successivo alla vendemmia, si ottiene invece il tipo “passito”, dalla limpidezza brillante; colore che va dal giallo oro all’ambrato scuro; profumo delicato, caratteristico; sapore dolce, armonico, pieno, vellutato. Gradazione minima: 17°. Invecchiamento obbligatorio: quattro anni, cinque per la “riserva”. Uso: da fine pasto.

FARA – Noto da antica data e prodotto nell’omonimo comune in provincia di Novara, ha per vitigno base il Nebbiolo (più noto come Spanna) unito ad una minima percentuale di Vespolina e Bonarda novarese. È un vino rosso rubino dal profumo fine di mammola e dal sapore asciutto, sapido, armonico. Gradazione minima: 12°. lnvecchiamento obbligatorio: tre anni. Uso: da arrosto.

FREISA D’ASTI – Con le uve di un vecchio vitigno di origine piemontese, il Freisa, prodotte nella zona collinare della provincia di Asti, si ottiene un apprezzato vino dal colore rosso cerasuolo o granato, con caratteristico profumo di lampone o di rosa e dal sapore amabile, fresco, gradevole. Il tipo “secco”, con un leggero invecchiamento, è delicatamente morbido. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto se secco, da fine pasto se amabile. Con un anno di invecchiamento ed una gradazione di 11,5° può portare in etichetta la qualificazione “superiore”. Lo stesso vino viene preparato anche nel tipo “spumante naturale” o “frizzante”.

FREISA DI CHIERI – Dalle uve di Freisa, maturate sulle colline torinesi che si spingono verso levante, oltre Chieri, si ottengono due tipi di vino:

  • Secco – dal colore rosso rubino non troppo intenso; odore fine che ricorda quello del lampone e della viola; sapore asciutto, acidulo che con l’invecchiamento diventa più delicato. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto. Con una gradazione di 11,5° e con un invecchiamento di un anno può portare la qualificazione “superiore”. Si produce anche nel tipo “frizzante” o “spumante naturale”.

  • Amabile – dal colore rosso rubino non troppo intenso; odore delicato che ricorda lontanamente il lampone; sapore amabile, aromatico. Gradazione minima: 11°. Uso: da fine pasto.

GABIANO – Dai vitigni Barbera, Freisa e Grignolino coltivati sulle colline argillose e soleggiate del territorio comunale di Gabiano e di Moncestino, in provincia di Alessandria, si ottiene questo vino dal colore che va dal rosso rubino intenso al rosso granato con l’invecchiamento; odore vinoso con profumo caratteristico dopo l’invecchiamento; sapore asciutto, armonico e di giusto corpo. Gradazione minima: 12°. Uso: da arrosto. Il tipo “riserva” ha una gradazione di 12,5° e due anni di invecchiamento.

GRIGNOLINO D’ASTI – Nella vasta zona collinare con epicentro la città di Asti, si coltiva, da ancor prima del Settecento, il vitigno Grignolino che, unito a piccole percentuali di Freisa, produce questo vino dal colore rosso rubino con tendenza all’arancione se invecchiato; profumo caratteristico e delicato; sapore asciutto, gradevolmente amarognolo con persistente retrogusto. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto.

GRIGNOLINO del MONFERRTO CASALESE – Questo rinomato vino è ottenuto dalle uve di Grignolino prodotte dai vigneti ubicati sui terreni collinari della provincia di Alessandria alle quali talvolta si associano modesti quantitativi di uve Freisa. Ha un colore rosso rubino chiaro, con tendenza all’arancione se invecchiato; profumo caratteristico e delicato; sapore asciutto, leggermente tannico, gradevolmente amarognolo, con caratteristico retrogusto. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto.

LANGHE – In vigneti situati in terreni collinari soleggiati, di esposizione e giacitura adatte, in una vasta zona della provincia di Cuneo, comprendente l’intero territorio amministrativo di ben novantaquattro comuni, si producono diversi tipi di vino riuniti sotto l’unica denominazione di origine controllata “Langhe”. Tale denominazione senza altra specificazione aggiuntiva è riservata ai vini:

  • Rosso – ottenuto dalle uve di uno o più vitigni a bacca rossa, non aromatici, raccomandati o autorizzati per la provincia di Cuneo; ha colore rubino, tendente al granato; odore caratteristico, vinoso, intenso; sapore asciutto, di buon corpo. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto.

  • Bianco – prodotto con le uve di uno o più vitigni a bacca bianca, nonaromatici, raccomandati o autorizzati per la provincia di Cuneo; ha colore bianco paglierino più o meno intenso; odore delicato, fine, intenso; sapore delicato, armonico. Gradazione minima: 10,5°. Uso: da pesce.

Fanno parte di questa denominazione anche i seguenti vini, rossi e bianchi, con specificazione di vitigno:

  • Nebbiolo – ottenuto esclusivamente con le uve del vitigno corrispon-dente; ha colore rosso rubino, talvolta con riflessi aranciati; odore caratteristico, tenue e delicato; sapore secco o amabile di buon corpo, vellutato oppure vivace. Gradazione minima: 11,5°. Uso: da pasto.

  • Dolcetto – prodotto con le sole uve dell’omonimo vitigno; ha colore rosso rubino; odore vinoso, caratteristico, gradevole; sapore asciutto, gradevolmente amarognolo, di discreto corpo, armonico. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto.

  • Freisa – ottenuto con il 100% di uve del vitigno corrispondente; ha colore rosso rubino o rosso cerasuolo; odore caratteristico, delicato; sapore amabile, fresco, secco, morbido, oppure vivace. Gradazione minima: 11°. Uso: da fine pasto.

  • Favorita – prodotto esclusivamente con le uve del vitigno omonimo; ha colore paglierino; odore caratteristico, delicato; sapore secco con retrogusto amarognolo. Gradazione minima: 10,5°. Uso: da pesce.

  • Chardonnay – ottenuto con le sole uve del vitigno corrispondente; ha colore paglierino chiaro con sfumature verdognole; odore leggero con profumo caratteristico; sapore secco, vellutato, morbido, armo-nico. Gradazione minima: 10,5°. Uso: da pesce.

  • In una zona più ristretta della provincia di Cuneo, comprendente il territorio amministrativo di una trentina di comuni, si produce, inve-ce, il vino “Langhe” nella tipologia:

  • Arneis – esclusivamente con le uve del vitigno corrispondente; ha colore paglierino; odore caratteristico, fine, intenso; sapore asciutto, fresco, delicato. Gradazione minima: 10,5°. Uso: da pesce.

Fanno parte dell’albo vigneti del vino “Langhe” Nebbiolo i vigneti iscrit-ti agli albi dei vini a DOCG e DOC: Barolo, Barbaresco, Nebbiolo d’Alba e Roero; di quello del vino “Langhe” Dolcetto i vigneti iscritti agli albi dei vini a DOC: Dolcetto di Diano d’Alba, Dolcetto di Alba, Dolcetto di Dogliani e Dolcetto delle Langhe Monregalesi; di quello del vino “Langhe” Arneis i vigneti iscritti all’albo del vino a DOC Roero Arneis.

LESSONA – Nel territorio comunale di Lessona (da cui il nome), in provincia di Biella, con le uve di Nebbiolo (Spanna), a cui possono essere aggiunte quelle di Vespolina e Bonarda (massimo 25%), si produce questo vino dal colore rosso granato con sfumature arancioni con l’invecchiamento; profumo caratteristico che ricorda la viola, fine ed intenso; sapore asciutto, gradevolmente tannico, con caratteristica sapidità e piacevole, persistente retrogusto. Gradazione minima: 12°. Invecchiamento obbligatorio: due anni, di cui almeno uno in fusti di legno, a decorrere dal 1° gennaio successivo alla vendemmia. Uso: da pasto.

LOAZZOLO – Sulle colline soleggiate situate nel comune di Loazzolo, in provincia di Asti, con le uve del vitigno Moscato bianco, sottoposte a graduale appassimento, si produce questo delizioso vino dolce dal colore giallo dorato brillante; odore complesso, intenso con sentori di muschio e vaniglia, frutti canditi; sapore dolce, caratteristico con lieve aroma di Moscato. Gradazione minima: 15,5°. Invecchiamento obbligatorio: due anni. Uso: da dessert.

MALVASIA di CASORZO – Dalle uve della Malvasia nera che prende il nome dal comune di MALVASIA Casorzo (minimo 90%), a cui possono essere aggiunte quelle di Freisa e/o Grignolino e/o Barbera e/o di altri vitigni aromatici, raccomandati o autorizzati, provenienti dai vigneti della stessa Casorzo, di Grana e Grazzano, in provincia di Asti, e da quelli di Vignale Monferrato, Altavilla, Ottiglio, Grazzano, Badoglio e di Olivola, in provincia di Alessandria, si ottiene questo vino dal colore che va dal cerasuolo (rosato) al rosso rubino; dall’aroma caratteristico e fragrante; dal sapore dolce, leggermente aromatico, morbido, caratteristico. Gradazione minima: 10,5°, di cui almeno 4,5° in alcol svolto. Uso: da dessert. Viene prodotto anche nel tipo “spumante”, dal colore rosato più o meno intenso; odore aromatico caratteristico; sapore dolce, leggermente aromatico, morbido, caratteristico. Gradazione minima: 11° di cui almeno 6° in alcol svolto. Uso: da dessert.

Con uve sottoposte ad appassimento sulla pianta si ottiene invece il tipo “passito”, dal colore rosso rubino carico; odore intenso, complesso, caratteristico; sapore dolce, vellutato, caratteristico. Gradazione minima: 15°, di cui almeno 10° in alcol svolto. Uso: da fine pasto.

MALVASIA di CASTENUOVO DON BOSCO – Dalle uve di Malvasia di Schierano prodotte nella zona collinare asti-giana, talvolta unite a modeste percentuali di uve Freisa, si produce, attraverso una particolare tecnica di vinificazione, un gradevole vino rosso cerasuolo, con aroma fragrante dell’uva di origine; dolce, leg-germente aromatico, caratteristico, talvolta “frizzante”. Gradazione minima: 10,5°. Viene prodotto anche nel tipo “spumante” con una gradazione di 11°. Uso: da fine pasto.

MONFERRATO – Nell’intero territorio amministrativo di oltre 100 comuni della pro-vincia di Alessandria e di altrettanti comuni della provincia di Asti si producono diversi tipi di vino riuniti sotto l’unica denominazione di origine controllata “Monferrato”. Tale denominazione senza altra specificazione aggiuntiva è riservata ai vini:

  • Rosso – ottenuto dalle uve di uno o più vitigni a bacca rossa, non aro-matici, raccomandati o autorizzati per le province di Asti e Alessandria; ha colore rosso; odore vinoso, gradevole; sapore fresco, asciutto, talvolta vivace. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto.

  • Bianco – prodotto con le uve di uno o più vitigni a bacca bianca, non aromatici, raccomandati o autorizzati per la province di Asti e Alessandria; ha colore giallo paglierino; odore caratteristico, intenso, gradevole; sapore fresco, secco, talvolta vivace. Gradazione minima: 10°. Uso: da pesce.

Fanno parte di questa denominazione anche i seguenti vini rossi con specificazione di vitigno:

  • Chiaretto o Ciaret – ottenuto con almeno l’85% di uve di Barbera e/o Bonarda piemontese e/o Cabernet Franc e/o Cabernet Sauvignon e/o Dolcetto e/o Freisa e/o Grignolino e/o Pinot nero e/o Nebbiolo e con l’e-ventuale aggiunta di quelle di altri vitigni non aromatici della zona; ha colore rosato o rosso rubino chiaro; odore vinoso, delicato, gradevole; sapore asciutto ed armonico. Gradazione minima: 10,5°. Uso: da antipasto.

  • Dolcetto – prodotto con almeno l’85% di uve dell’omonimo vitigno ed eventualmente con quelle di altri vitigni a bacca rossa non aroma-tici della zona; ha colore rosso rubino; odore vinoso, caratteristico, gradevole; sapore asciutto, gradevolmente amarognolo, di discreto corpo, armonico. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto.

  • Freisa – ottenuto prevalentemente con le uve del vitigno corrispon-dente (minimo 85%), a cui possono essere aggiunte quelle di altri vitigni a bacca rossa non aromatici della zona; ha colore rosso rubino talvolta tendente al granato; odore caratteristico, delicato; sapore asciutto ed amabile, amarognolo, talvolta vivace. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto se secco, da dessert se amabile.

Nel territorio di una quarantina di comuni della sola provincia di Alessandria si produce, invece, il vino “Monferrato” nella tipologia:

  • Casalese Cortese – con almeno l’85% di uve del vitigno Cortese e con l’eventuale aggiunta di quelle di altre varietà della zona, a bacca bian-ca e non aromatiche; ha colore paglierino chiaro, talvolta tendente al verdolino; odore caratteristico, delicato, molto tenue ma persistente; sapore asciutto, armonico, sapido, gradevolmente amarognolo. Gradazione minima: 10,5°. Uso: da aperitivo o da pesce.

Fanno parte dell’albo vigneti del vino “Monferrato” Freisa i vigneti iscritti all’albo del vino a DOC Freisa d’Asti e di quello del vino “Monferrato” Dolcetto i vigneti iscritti agli albi dei vini a DOC: Dolcetto d’Acqui, Dolcetto di Ovada e Dolcetto d’Asti.

NEBBIOLO d’ALBA – In una parte del territorio della provincia di Cuneo dalle uve del viti-gno Nebbiolo si produce questo vino dal colore rosso rubino più o meno carico, con riflessi granato dopo l’invecchiamento; profumo caratteristico, tenue e delicato che ricorda la viola; sapore da secco a gradevolmente dolce, di buon corpo, vellutato, armonico. Gradazione minima: 12°. Invecchiamento obbligatorio per il tipo secco: un anno.

Il tipo amabile viene utilizzato per la preparazione del tipo “spumante”. Uso: da pasto, se secco; da fine pasto se amabile o spumante.

PIEMONTE – In una vasta parte del territorio delle province di Alessandria, Asti e PIEMONTE Cuneo si producono diversi tipi di vino raggruppati sotto l’unica denominazione di origine controllata “Piemonte”. Tale denominazione senza altra menzione aggiuntiva è riservata al vino:

  • Spumante – ottenuto da uve di Chardonnay e/o Pinot bianco e/o Pinot grigio e/o Pinot nero; ha colore giallo paglierino, odore carat-teristico, fruttato, sapore sapido, caratteristico. Gradazione minima: 10,5°. Uso: da aperitivo.

Sempre ed esclusivamente nelle tipologie “spumante” vengono pro-dotti i seguenti vini con specificazione di vitigno:

  • Pinot Bianco – prevalentemente con le uve dell’omonimo vitigno (minimo 85%), a cui possono essere aggiunte quelle di Pinot grigio e/o Pinot nero e/o Chardonnay; ha le stesse caratteristiche del prece-dente spumante.

  • Pinot Grigio – con almeno l’85% di uve del vitigno corrispondente e con l’eventuale aggiunta di quelle di Pinot bianco e/o Pinot nero e/o Chardonnay; ha caratteristiche identiche a quelle dei due precedenti spumanti.

  • Pinot Nero – con le uve del vitigno omonimo (minimo 85%) ed eventualmente con quelle di Pinot bianco e/o Pinot grigio e/o Chardonnay; si presenta con le stesse caratteristiche degli altri spumanti.

Fanno parte di questa denominazione anche i seguenti vini, rossi e bianchi, con specificazione di vitigno:

  • Barbera – con almeno l’85% di uve del vitigno corrispondente e con l’eventuale aggiunta di quelle di altri vitigni a bacca rossa; ha colo-re rosso più o meno intenso; odore vinoso, caratteristico; sapore asciutto, di buon corpo, talvolta vivace. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto.

  • Bonarda – con almeno l’85% di uve dell’omonimo vitigno ed even-tualmente con quelle di altri vitigni a bacca rossa; ha colore rosso rubino intenso; odore intenso, gradevole; sapore secco, amabile, leg-germente tannico, fresco, talvolta vivace o frizzante. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto se secco, da fine pasto se amabile.

  • Grignolino – con almeno l’85% di uve del vitigno corrispondente e con l’eventuale aggiunta di quelle di altri vitigni a bacca rossa; ha colore rosso rubino più o meno intenso; odore caratteristico, delica-to, fruttato; sapore asciutto, leggermente tannico, gradevolmente amarognolo. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto.

  • Cortese – con almeno l’85% di uve del vitigno omonimo ed eventual-mente con quelle di altre varietà a bacca bianca; ha colore giallo paglierino con riflessi verdognoli; odore delicato, gradevole, persi-stente; sapore fresco, secco, piacevole. Gradazione minima: 10°. Uso: da antipasto o da pesce. Viene prodotto anche nel tipo “spumante”.

  • Chardonnay – con almeno l’85% di uve del vitigno corrispondente e con l’eventuale aggiunta di quelle di altre varietà a bacca bianca; ha colore giallo paglierino chiaro con sfumature verdognole; odore leg-gero con profumo caratteristico; sapore secco, vellutato, morbido, armonico. Gradazione minima: 10,5°. Uso: da aperitivo o da pesce. Viene prodotto anche nel tipo “spumante”.

In una fascia di territorio più ristretta che ricade principalmente in provincia di Asti e anche nelle province di Alessandria e Cuneo, si pro-duce il vino “Piemonte” nel tipo:

  • Brachetto – in prevalenza con le uve del vitigno omonimo (minimo 85%), a cui possono essere aggiunte quelle di altri vitigni a bacca rossa; ha colore rosso rubino più o meno intenso, talvolta tendente al rosato; odore caratteristico, con delicato aroma muschiato; sapore delicato, più o meno dolce, talvolta frizzante. Gradazione minima: 11°. Uso: da fine pasto. Viene prodotto anche nel tipo “spumante”.

All’incirca nella stessa zona di produzione del “Piemonte” Brachetto si producono anche i vini:

  • Moscato – con le sole uve di Moscato bianco; ha colore paglierino o giallo dorato più o meno intenso; profumo caratteristico dell’uva Moscato; sapore dall’aroma caratteristico, talvolta frizzante. Gradazione minima: 10,5°. Uso: da dessert.

  • Moscato Passito – con le stesse uve del vino precedente; ha colore giallo oro, tendente all’ambrato più o meno intenso; profumo inten-so, complesso, sentore muschiato caratteristico dell’uva Moscato; sapore dolce, armonico, vellutato, aromatico. Gradazione minima: 15,5°. Invecchiamento ed affinamento obbligatorio: un anno, a decor-rere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di produzione delle uve. Uso: da dessert.

Fanno parte dell’albo vigneti del vino “Piemonte” Barbera i vigneti iscritti all’albo dei vini DOC: Barbera d’Asti, Barbera del Monferrato, Barbera d’Alba, “Colli Tortonesi” Barbera, Gabiano, Rubino di Cantavenna; di quello del vino “Piemonte” Grignolino i vigneti iscrit-ti agli albi dei vini a DOC: Grignolino d’Asti e Grignolino del Monferrato Casalese; di quello del vino “Piemonte” Cortese i vigneti iscritti agli albi dei vini a DOC: Cortese dell’Alto Monferrato, Cortese di Gavi, “Colli Tortonesi” Cortese e “Monferrato Casalese” Cortese; di quello del vino “Piemonte” Brachetto i vigneti iscritti all’albo del vino a DOCG Brachetto d’Acqui; di quello del vino “Piemonte” Chardonnay i vigneti iscritti all’albo del vino a DOC “Langhe” Chardonnay e, infine, di quello dei vini “Piemonte” Moscato e “Piemonte” Moscato Passito i vigneti iscritti all’albo dei vini a DOC e DOCG: Asti e Loazzolo.

PINEROLESE – Nell’intero territorio di trentadue comuni della provincia di Torino, tra cui Pinerolo (da cui il nome), e in quello di Bagnolo e di Barge, in provincia di Cuneo, si producono i seguenti tipi di vino:

  • Rosso – con le uve di Barbera e/o Bonarda e/o Nebbiolo e/o Neretto (minimo 50%) e con l’eventuale aggiunta di quelle di altri vitigni della zona a bacca rossa e non aromatici; ha colore rosso rubino più o meno intenso; odore intenso, caratteristico, vinoso; sapore asciut-to, armonico. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto.

  • Rosato – con le uve del vino rosso; ha colore rosato o rubino chiaro; odore delicato, gradevole, vinoso; sapore asciutto, armonico. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto.

  • Barbera – con le uve del vitigno corrispondente (minimo 85%) ed eventualmente con quelle di altri vitigni della zona a bacca di colore analogo; ha colore rosso rubino carico; odore vinoso, intenso; sapore secco, fresco, caratteristico. Gradazione minima: 10,5°. Uso: da pasto.

  • Bonarda – con le uve di Bonarda Piemontese (minimo 85%), a cui possono essere aggiunte quelle di altri vitigni della zona a bacca di colore analogo; ha colore rosso rubino; odore vinoso, caratteristico, intenso; sapore morbido, fresco. Gradazione minima: 10,5°. Uso: da pasto.

  • Freisa – con le uve del vitigno omonimo (minimo 85%) ed eventual-mente con quelle di altri vitigni della zona a bacca di colore analogo; ha colore rosso rubino intenso; odore caratteristico, vinoso, intenso; sapore fresco, talvolta vivace. Gradazione minima: 10,5°. Uso: da pasto.

  • Dolcetto – con le uve del vitigno corrispondente (minimo 85%), a cui possono essere aggiunte quelle di altri vitigni della zona a bacca di colore analogo; ha colore rosso rubino con riflessi violacei; odore delicato e vinoso; sapore secco, morbido e fresco. Gradazione mini-ma: 10,5°. Uso: da pasto.

  • Doux d’Henry – con le uve del vitigno omonimo (minimo 85%) ed eventualmente con quelle di altri vitigni della zona a bacca di colore analogo; ha colore rosso rubino intenso; odore fresco, fruttato, gra-devole; sapore morbido, armonioso, talvolta abboccato. Gradazione minima: 10°. Uso: da pasto se secco, da fine pasto se abboccato.

  • Esclusivamente nel territorio comunale di Pomaretto e di Perosa Argentina si produce anche il vino:

  • Ramie – con le uve di Avana (minimo 30%), Averengo (minimo 15%) e Neretto (minimo 20%), a cui possono essere aggiunte quelle di altri vitigni della zona a bacca di colore analogo e non aromatici (massimo 35%); ha colore rosso più o meno intenso; odore caratteristico, fre-sco, delicato; sapore asciutto, armonioso. Gradazione minima: 10,5°. Uso: da pasto.

RUBINO di CANTAVENNA – Sull’ultima serie di colline del Monferrato che scendono verso il Po, in provincia di Alessandria, dalle uve in prevalenza di Barbera, cui si associano quelle di Grignolino o di Freisa, si produce questo vino già conosciuto ed apprezzato. Ha un colore rosso rubino chiaro con riflessi granato; odore vinoso con leggero profumo gradevole, caratteristico; sapore asciutto, armonico e pieno con una gradazione minima di 11,5°. Invecchiamento obbligatorio: un anno. Uso: da pasto.

RUCHE’ di CASTAGNOLE MONFERRATO – Con le uve di Ruché e l’eventuale aggiunta di quelle di Barbera e/o di Brachetto, nella provincia di Asti, si produce questo vino dal colore rosso rubino non troppo carico con leggeri riflessi violacei talvolta anche tendenti all’arancione; odore intenso, persistente, leggermente aromatico, fruttato; sapore secco o amabile, armonico, talvolta leggermente tannico, di medio corpo con leggera componente aromatica. Gradazione minima: 12°. Uso: da pasto se secco, da fine pastose amabile.

SIZZANO – Prodotto con le uve dei vitigni Nebbiolo (Spanna), Vespolina e Bonarda novarese, nel comune omonimo in provincia di Novara, è un vino con un ottimo bouquet dal color rosso rubino con riflessi granato, con caratteristico profumo di violetta, fine e gradevole; sapore asciutto, sapido, armonico. Gradazione minima: 12°. Invecchiamento obbligatorio: tre anni. Uso: da arrosto.

STREVI – Nel territorio amministrativo del comune di Strevi (da cui il nome), in provincia di Alessandria, esclusivamente con le uve di Moscato bianco, sottoposte a graduale appassimento al sole e all’aria aperta (in cassette o su graticci, in locali chiusi e ventilati, in camera termoidrocondizionata escludendo il riscaldamento dell’uva e dell’ambiente), si produce questo vino “passito” dal colore giallo oro, più o meno intenso con eventuali riflessi ambrati; odore ampio e caratteristico; sapore dolce, armonico, caratteristico, talvolta con predominanza di frutti maturi. Gradazione minima: 20°, di cui almeno 12,5° effettivi; 13° effettivi per il prodotto con la menzione aggiuntiva “vigna”. Invecchiamento e affinamento obbligatori: due anni, a decorrere dal 1° ottobre dell’anno di produzione delle uve. Uso: da fine pasto.

VALSUSA – Dalle uve di Avanà e/o Barbera e/o Dolcetto e/o Neretta cuneense(minimo 60%), a cui possono essere aggiunte quelle di altri vitigni a bacca rossa, non aromatici, autorizzati e/o raccomandati per la provincia di Torino, provenienti dai vigneti collinari e pedemontani della Valle di Susa, ad ovest del capoluogo piemontese, si ottiene questo vino dal colore rosso rubino più o meno intenso, talvolta con riflessi aranciati; odore intenso, caratteristico, vinoso, con evidenti note fruttate; sapore asciutto, armonico, acidulo, moderatamente tannico, talvolta con lieve sentore di legno. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto. Viene prodotto anche nel tipo “novello”.

VERDUNO PELAVERGA – Nella zona collinare dell’intero territorio amministrativo del comune di Verduno e in parte di quello dei comuni di Roddi d’Alba e di LaMorra, in provincia di Cuneo, con le uve del vitigno Pelaverga Piccolo, a cui possono essere aggiunte, in quantità modesta (massimo 15%), quelle di altre varietà a bacca rossa e non aromatiche, si produce questo vino dal colore rosso rubino più o meno carico con rifles-si cerasuoli o violetti; odore intenso, fragrante, fruttato, con caratterizzazione speziata; sapore secco, fresco, caratteristicamente velluta-to e armonico. Gradazione minima: 11°. Uso: da pasto.

Più del 90% della produzione vitivinicola piemontese avviene nelle zone collinari, ed i vitigni più coltivati, come tutti sanno, sono quelli a bacca rossa (i vini rossi piemontesi sono famosi un po’ ovunque). Nella regione, in misura minore, si coltivano anche vitigni a bacca bianca, che danno prodotti molto apprezzati, di cui parleremo fra poco.

Per comodità, divideremo il Piemonte nelle zone vitivinicole principali:

  • La zona più produttiva a livello vitivinicolo è quella attraversata dal fiume Tanaro: alla sua sinistra troviamo i vitigni Nebbiolo, Barbera ed Arneis, mentre a destra, nelle famosa Langa, vengono coltivati i vitigni Nebbiolo, Ruché, Barbera e Dolcetto.

  • Nella zona di Novara e Vercelli i vitigni principali sono i rossi Nebbiolo, Croatina e Barbera, ed il bianco Erbaluce.

  • Quella del confine con la Valle d’Aosta è anch’essa una zona caratterizzata da Nebbiolo ed Erbaluce.

  • Nelle zonedel Torinese i vitigni principali sono Freisa, Barbera, Bonarda e Dolcetto.

  • Nel Monferrato i più diffusi sono invece il Moscato Bianco, il Cortese, il Grignolino e la Malvasia a bacca nera.

  • L’Astigiano, zona famosa per gli spumanti, è caratterizzato dalla consistente presenza di Moscato Bianco.

  • Le aree intorno a Tortona sono invece ricche di Cortese, Barbera e Timorasso (un bianco autoctono molto apprezzato).

Per chi non lo sapesse, in Piemonte si contano 16 DOCG e ben 42 DOC: insomma, per gli amanti del vino in generale, e dei vini piemontesi in particolare, ce n’è davvero per tutti i gusti!

Tra i vitigni, il Nebbiolo è quello autoctono per antonomasia: il suo nome deriva da “nebbia”, ed alcuni sostengono che si chiami così a causa della patina che ricopre gli acini, mentre altri attribuiscono il nome al fatto che quest’uva viene vendemmiata a fine ottobre, quando nei vigneti è la nebbia a farla da padrona.

Si tratta di uno dei vitigni a bacca nera più pregiati e difficili, da cui si ricavano vini di grande complessità, fra cui:

  • Il Barolo: è una delle massime spressioni dei vini piemontesi da Nebbiolo, ed il clima delle colline dove crescono i vitigni è molto vario, con rischi di gelate in primavera e molte piogge e nebbie in autunno. Per questo motivo il Barolo è caratterizzato da grosse differenze tra un’annata e l’altra. Esprime comunque ottimamente tutte le potenzialità del vitigno, che gli donano un tenue color granato e un profumo fruttato e floreale. Durante l’affinamento in botte questo vino si arricchisce di sentori speziati e balsamici, che lo rendono un rosso impotante, che si abbina perfettamente con piatti strutturati a base di carne (selvaggina compresa) o di tartufo, altra eccellenza della zona.

  • Il Barbaresco: altra fra le maggiori espressioni del Nebbiolo insieme al Barolo, come quest’ultimo può subire forti variazioni nelle sue caratteristiche a seconda delle annate. Si tratta di un vino raffinato ed elegante, meno corposo rispetto al Barolo, caratterizzato da una certa differenza di struttura a seconda delle zone di provenienza. Risulta perfetto abbinato con carne, formaggi stagionati e l’immancabile tartufo.

Il Barbera: è  meno antico rispetto agli altri piemontesi, ma la sua coltivazione si è molto espansa negli ultimi tempi, ed ora è uno dei vitigni più diffusi. In passatoveniva definito abbastanza rustico, e non troppo considerato, ma negli anni si è conquistato grande fama, grazie alla maestria di molti produttori che hanno creato degli ottimi vini di buona longevità e struttura, che si evolvono con l’affinamento.

Fra i vitigni, è quello che rientra nel più alto numero di denominazioni, anche in purezza, come le DOCG:

  • Barbera d’Asti.
  • Barbera del Monferrato Superiore.
  • e le DOC:
  • Barbera d’Alba.
  • Barbera del Monferrato.

Fra i vini piemontesi, questi si distinguono per il color rosso rubino, a volte brillante, sono caratterizzati da note fruttate, floreali e speziate che li rendono intensi e complessi al naso. Hanno una buona struttura, sono di media acidità e si abbinano bene a primi piatti come lasagne e cannelloni, o secondi piatti come i bolliti.

Il vitigno Erbaluce è invece uno dei pochi autoctoni della regione a bacca bianca, e deve il suo nome al colore degli acini, molto luminosi quando esposti al sole. Si tratta di un vitigno dalla spiccata acidità, ma al contempo dall’alto contenuto zuccherino, che lo rendono estremamente versatile, atto a produrre diverse tipologie di vini, da quelli secchi, a quelli dolci e passiti, fino agli spumanti. I vini secchi che se ne ottengono sono molto freschi e sapidi, con intense note fruttate. L’ Erbaluce è adatto ad essere spumantizzato sia con metodo classico che con metodo charmant, e dalle sue uve si ottiene anche un passito di grande struttura.

Il vitigno Bonarda è diffuso più o meno in tutto il Piemonte e deve il suo nome al fatto che la sua uva è molto “buona” anche come uva da tavola. I vini da esso ricavati hanno un colore rosso molto intenso dai riflessi violacei, hanno un profumo morbido, fresco ed equilibrato, di buona persistenza.Questo vitigno non ha nulla a che fare con il vino Bonarda dell’Oltrepò Pavese (che è fatto con la Croatina). Tra i vini di Bonarda piemontese in purezza troviamo invece il Piemonte DOC-Bonarda.

Il Dolcetto, è un vitigno che deriva probabilmente il nome dal fatto che la sua uva matura è estremamente dolce: da esso si ottengono vini dalla bassa acidità, molto morbidi al palato. Nella regione sono presenti almeno 7 denominazioni di origine, basate esclusivamente su questo vitigno. I vini ottenuti sono color rosso rubino, hanno un profumo intenso e complesso, con sentori di mandorla e frutti di bosco. Differentemente da quanto potrebbe far pensare il nome, il Dolcetto è un vino secco, moderatamente tannico e molto armonico, di pronta beva: va consumato quindi entro il primo anno dalla vendemmia o comunque dopo un brevissimo invecchiamento.

Questo è stato solo un piccolo excursus sulla produzione enologica della regione, tanto per dare un’idea della quantità e varietà dei vini piemontesi, che rappresentano un’eccellenza a livello nazionale, e che vengono apprezzati praticamente ovunque. Se l’argomento vi ha interessati, ora sta a voi approfondirlo, magari facendo esperienza “sul campo”, assaggiando questi ottimi prodotti.

ORIGINE DEL NOME DEI VITIGNI PIEMONTESI

(Roero) Arneis – Questo vino è originario di Canale d’Alba, nel Cuneese. Il nome del vitigno ha un’origine incerta: secondo alcuni deriva direttamente dal nome del monte Renesio (Renexij) posto a guardia dei vitigni della zona di Canale d’Alba; secondo altri deriva dal termine piemontese “arneis” o “arnais” che significa “burbero, scontroso”, un po’ come il carattere di questo vino.

Barbaresco – Il nome di questo vino è ovviamente legato in maniera indissolubile al Comune di Barbaresco, un borgo di meno di mille abitanti in provincia di Cuneo. Qui abitavano popolazioni celtiche liguri, circondati da un bosco: quando i Romani colonizzarono il territorio, abbatterono l’antico bosco e lo fecero coltivare a uva, il cui nome deriva proprio dalla “barbarica silva”, il bosco dei barbari antecedenti ai Romani.

Barbera – Il nome della Barbera (rigorosamente al femminile) ha un’origine che risale al periodo tra 1246 e 1277: nella chiesa di Sant’Evasio, a Casale Monferrato, i canonici affittavano lotti di 4 campi ai contadini, affinché fossero lavorati e vi fossero collocate piante “de bonis vitibus Berbexinis”, ovvero di viti berbesine, specie di uva coltivata nella zona fin da prima dell’anno Mille e connessa a cognomi storici piemontesi come Barbero, Barberi e Barberis.

Barolo – Viene considerato il vino più nobile del Piemonte, e in effetti la sua storia ha a che fare con l’aristocrazia: a inizio Ottocento, la sua produzione fu avviata dai marchesi Falletti di Barolo; un giorno la marchesa ne offrì 300 carrà (botti da carro) al re Carlo Alberto, che apprezzò tanto da voler acquistare un proprio vitigno. “Barolo” deriva da Villa Barogly, il nome con cui fu indicato nel 1200 il castello di Barolo.

Dolcetto – Questo è forse il vino piemontese più consumato oggi. La sua origine si perde al confine tra la nostra regione e la Liguria, mentre sul suo nome parrebbe evidente la radice della parola dolce, a indicarne la dolcezza oppure anche la morbidezza del gusto. Tuttavia, secondo un’altra ipotesi deriverebbe da “dosset” nel senso di collina.

Erbaluce – Questo vino, tipico del Canavese (in particolare di Caluso), ha una storia che risale al 1606, quando fu nominato in un libro di Giovan Battista Croce, gioielliere presso il duca Carlo Emanuele I. Il nome di questo vitigno deriva dal colore che assumono gli acini in autunno: i riflessi rosati e caldi si fanno più intensi, ambrati, nelle parti esposte al sole.

Freisa – Storicamente, la prima volta che il nome di questo vino comparve risale al 1517, quando ne furono registrate delle casse all’ingresso della dogana di Pancalieri: le botti di “fresearum” erano tra i vini nobili, e il prezzo era il doppio del vino normale. Quanto al suo nome, l’etimologia è nella parola francese “fraise”, che significa fragola, il cui sentore si percepisce gustando un bicchiere di Freisa.

Gavi – Il Cortese di Gavi, o semplicemente il Gavi, è uno dei vini bianchi più antichi e noti. La sua origine risale al Medioevo, e precisamente al 972, quando il primo documento storico ne testimoniò la produzione. Il nome deriva dal Comune alessandrino, e l’etimologia rimanda a un’antica lingua ligure in cui Ga significa terra e Va significa buca, a indicare un territorio ricco di grotte.

Ghemme – Vino originario del Novarese, in particolare proprio del Comune di Ghemme. La prima testimonianza del Ghemme è un’iscrizione romana sulla lapide di Vibia Earina, di proprietà di Vibio Crispo, senatore romano ai tempi dell’imperatore Tiberio. I Romani possedevano in queste terre delle vigne modello che coltivavano seguendo regole stabilite in tutte le fasi di produzione: il nome latino della località – pagus Agamium – fa invece riferimento agli Agamini, popolazione celtica che viveva qui prima dei Romani.

Grignolino – Due le ipotesi per l’etimologia del nome di questo vino, anch’esso derivato dalle viti berbesine del Monferrato. Da una parte l’ipotesi della parola astigiana “grignole” che indica i semi nell’acino, numerosi in questa varietà. Dall’altra, ma sempre con riferimento all’astigiano, “grignare” che significa ridere, l’effetto che induce un bicchiere di Grignolino.

Moscato – Anche se i moscati piemontesi sono tra i più noti e apprezzati, il vitigno e il vino moscato hanno un’origine molto lontana, addirittura nel bacino medio-orientale del Mediterraneo. Furono gli antichi Greci a portare questo vitigno nella Magna Grecia italiana, mentre successivamente i Veneziani lo hanno diffuso nel nord italiano ed europeo. Il nome di questo vino non deriva dalle mosche, bensì dal muschio, per via dell’aroma appunto muschiato che sprigiona.

Nebbiolo – Le uve nebbiolo sono usate per barbera e barolo, ma anche per un vino che porta lo stesso nome. Quanto al nome, due le ipotesi principali, entrambe collegate alla nebbia: o per definire l’aspetto dell’acino, scuro, ma appannato (annebbiato); o per indicare la maturazione molto tardiva delle uve, che porta spesso a vendemmiare nel periodo delle nebbie autunnali.

Ruché – Questo vino è originario di Castagnole Monferrato. Quanto al suo nome, anche in questo caso due teorie in alternativa: o dalla chiesetta di San Roc (Rocco), nei pressi dei primi vigneti; o dalla rocca ben soleggiata che ospitava le prime vigne.